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1月8日 GIORGIO GIBERTINI A TODIIl Movimento per la vita di Todi organizza
MERCOLEDI 9 GENNAIO 2008
ORE 21 - PALAZZO DEL VIGNOLA - TODI
un incontro su
EUTANASIA: PROGRESSO O BARBARIE?
con dott. Giorgio Gibertini
Responsabile organizzativo
Movimento per la vita italiano 12月19日 MORATORIA CONTRO L'ABORTO - ADERIAMO AL FOGLIOAppello,ora la moratoria per l’aborto C’è anche una pena di morte, legale, che riguarda centinaia di milioni di esseri umani. Le buone coscienze che si rallegrano per il voto dell’Onu ora riflettano sulla strage eugenica, razzista e sessista degli innocenti
Questo è un appello alle buone coscienze che gioiscono per la moratoria sulla pena di morte nel mondo, votata ieri all’Onu da 104 paesi. Rallegriamoci, e facciamo una moratoria per gli aborti. Infatti per ogni pena di morte comminata a un essere umano vivente ci sono mille, diecimila, centomila, milioni di aborti comminati a esseri umani viventi, concepiti nell’amore o nel piacere e poi destinati, in nome di una schizofrenica e grottesca ideologia della salute della Donna, che con la donna in carne e ossa e con la sua speranza di salute e di salvezza non ha niente a che vedere, alla mannaia dell’asportazione chirurgica o a quella del veleno farmacologico via pillola Ru486. Questi esseri umani ai quali procuriamo la morte legale hanno ciascuno la propria struttura cromosomica, unica e irripetibile. Spesso, e in questo caso non li chiamiamo “concepiti” ma “feti”, hanno anche le fattezze e il volto, che sia o no a somiglianza di Dio lo lasciamo decidere alla coscienza individuale, di una persona. Qualche volta, è accaduto di recente a Firenze, queste persone vengono abortite vive, non ce la fanno nonostante ogni loro sforzo, soccombono dopo un regolare battesimo e vengono seppellite nel silenzio. La pena di morte per la cui virtuale moratoria ci si rallegra oggi è di due tipi: conseguente a un giusto processo o a sentenze di giustizia tribale, compresa la sharia. Sono due cose diverse, ovviamente. Ma la nostra buona coscienza ci induce a complimentarci con noi stessi perché non facciamo differenze, e condanniamo in linea di principio la soppressione legale di un essere umano senza guardare ai suoi motivi, che in qualche caso, in molti casi, sono l’aver inflitto la morte ad altri. Bene, anzi male. Il miliardo e più di aborti praticati da quando le legislazioni permettono la famosa interruzione volontaria della gravidanza riguarda persone legalmente innocenti, create e distrutte dal mero potere del desiderio, desiderio di aver figli e di amare e desiderio di non averli e di odiarsi fino al punto di amputarsi dell’amore. E’ lo scandalo supremo del nostro tempo, è una ferita catastrofica che lacera nel profondo le fibre e il possibile incanto della società moderna. E’ oltre tutto, in molte parti del mondo in cui l’aborto è selettivo per sesso, e diventa selettivo per profilo genetico, un capolavoro ideologico di razzismo in marcia con la forza dell’eugenetica. Rallegriamoci dunque, in alto i cuori, e dopo aver promosso la Piccola Moratoria promuoviamo la Grande Moratoria della strage degli innocenti. Si accettano irrisioni, perché le buone coscienze sanno usare l’arma del sarcasmo meglio delle cattive, ma anche adesioni a un appello che parla da solo, illuministicamente, con l’evidenza assoluta e veritativa dei fatti di esperienza e di ragione. 12月4日 INVITO PER TUTTIIL NATALE DI “AD MAIORA”
UN AIUTO A “PROGETTO GEMMA”
Lunedì 17 dicembre, ore 18.30, presso il Centro Congressi Giovanni Paolo II – Nomadelfia Roma Via del Casale di San Michele 46 – Roma
presentazione del libro
“Mi hanno accolto con un abbraccio. Storie di vite scelte” di Giorgio Gibertini
presenta
Leo Pergamo – responsabile nazionale giovani Movimento per la Vita
intervengono
Miranda Lucchini – Presidente Centro di Aiuto alla Vita Roma Eur Maria Luisa D’Ubaldo – Presidente Centro di Aiuto alla Vita Tor Lupara
ing. Roberto Bennati – Presidente Federvita Lazio
on. Giorgia Meloni- Vice Presidente della Camera dei Deputati che offrirà un “ Progetto Gemma”, a favore di una mamma in difficoltà in attesa di un bambino
conclude
Giorgio Gibertini – presidente dell’Associazione “Ad Maiora”
Seguirà cena di Natale Le offerte andranno a beneficio delle attività di Nomadelfia
Per prenotazioni entro mercoledì 12 dicembre: Giorgio Gibertini – gibertini.giorgio@fastwebnet.it – 3356959195
Un evento in collaborazione con la Società Editrice Fede&Cultura – www.fedecultura.com 11月22日 presentazione libro Giorgio Gibertini a RomaSiamo lieti di invitare la S.V. martedì 27 novembre alle ore 19 a Roma - via in Lucina, 17 alla presentazione del libro: “Mi hanno accolto con un abbraccio. Storie di vite scelte.” di Giorgio Gibertini, Responsabile organizzativo del Movimento per la VitaPartecipano On. Gianni Alemanno , Presidente Fondazione Nuova ItaliaDon Ruggero Conti , Presidente Fondazione l’ArcaOn. Barbara Saltamartini , Coordinatrice nazionale Dipartimento Pari Opportunità AnIntroduce Don Giovanni D’Ercole Fondazione Nuova Italia Sarà presente l’autore Via in Lucina, 17 – Roma - Tel. 06/68214921 11月14日 PRESENTAZIONE LIBRO A NOMADELFIA (GR)Giovedi 15 Novembre 2007 ore 17 GIORGIO GIBERTINI Incontra la Popolazione di Nomadelfia (Grosseto) sul suo nuovo libro
“MI HANNO ACCOLTO CON UN ABBRACCIO”
Edizioni Fede&Cultura 11月9日 UNA TESTIMONIANZA DA "MI HANNO ACCOLTO CON UN ABBRACCIO"TESTIMONIANZA
Quante volte ho provato a raccontare la mia storia, quante notti a pensarla, a capire… per anni ho cercato di cancellare ogni istante vissuto, ogni parola ascoltata; oggi cerco nei miei ricordi tutti i particolari che mi possano aiutare a riviverla perché quei cinque mesi sono stati gli unici che ho vissuto insieme a mio figlio e non mi spaventano più! La mia è stata un’infanzia felice, cresciuta all’ombra di una famiglia solida e molto protettiva, lontana dai pericoli, lontana dal mondo. Ho ricevuto un’educazione molto rigida supportata dall’amore dei miei genitori. All’età di 16 anni mi sono affacciata timidamente dal nido e ho cominciato a vivere la mia adolescenza con la Barbie in mano e la voglia di rincorrere il sogno che ogni adolescente porta nel cuore … trovare il principe azzurro! Frequentavo la parrocchia e i miei genitori mi avevano concesso di andare sola ai vari incontri. Il tragitto che dovevo compiere era breve, trecento metri … tanto poco per sconvolgere la mia vita!! Conobbi Massimo durante il mio breve percorso, aveva 25 anni, si prese tutto di me, il mio cuore, la mia anima, il mio amore e il mio giovane corpo. Credevo di aver incontrato il “principe azzurro” e invece avevo trovato l’uomo nero. E così mentre continuavo a giocare con la mia barbie, diventavo donna senza rendermi conto di quello che mi stava accadendo. Scoprii il mio corpo mentre scoprivo l’amore, non sapevo nulla di tutto ciò che gravita intorno alla sfera sessuale ed affettiva, mi affidai a lui che tradìi la mia fiducia. Improvvisamente mi resi conto che qualcosa dentro di me stava cambiando, non avevo più il ciclo ma non mi suonò come un campanello d’allarme perché non sapevo che fosse il primo segnale di una gravidanza. Ne parlai con una mia amica più scaltra di me e fu lei a suggerirmi il test di gravidanza che inesorabile si rivelò positivo! Aspettavo un bambino. Un turbinio di pensieri mi sconvolse la mente e istintivamente decisi di proteggere mio figlio custodendo il segreto nel profondo del cuore. Da questo momento i miei ricordi sono sfocati, si perdono nel tempo e nello spazio … mi sembra fosse fine giugno, ricordo il mare, il sole e poi il black-out assoluto fino al giorno in cui decisi di dirlo a suo padre. Mi sentivo serena, tranquilla, sicura che lui avrebbe gioito con me, sarebbe stato felice di sapere che presto avremmo avuto un figlio! Era settembre, di questo sono sicura, entrai in macchina e gli rivelai la bella notizia …: “Non sono suo padre, sarà stato uno dei tanti preti che frequenti in parrocchia”. Le sue parole furono per me un pugno allo stomaco, ricordo che portai istintivamente le mani sul ventre come per proteggere mio figlio; piansi, urlai, ero disperata perché improvvisamente la realtà mi appariva nella sua verità: aspettavo un figlio da un uomo che non ne voleva sapere, dovevo dirlo ai miei da sola ed avevo tanta paura. Ricordo che presi in mano un cacciavite che stava in macchina minacciando di uccidermi, ma lui non si spaventò, me lo tolse invitandomi a scendere. Era tardi, intorno a me solo buio, dentro di me buio! Vagai per le strade del quartiere, pensavo ai miei genitori, alla loro preoccupazione nel non sapere dove fossi e al momento in cui avrei dovuto dirgli che ero incinta … . Non sapendo cosa fare tentai un ultimo gesto, entrai in una tabaccheria che stava chiudendo e telefonai a Massimo con la speranza di farlo riflettere. Mi rispose sua madre che oltre a non passarmelo, mi trattò malissimo invitandomi a non cercarlo più. Agganciai il telefono e forse decisi di farla finita, ma il tabaccaio mi impedì di uscire, aveva ascoltato la telefonata e intuito la mia disperazione e come un buon padre si fece dare il numero di telefono dei miei e chiamò a casa. Oggi sono convinta di avere incontrato un angelo custode, fu lui ad affidarmi ad ai miei genitori e a raccontargli tutto con estrema delicatezza. Non dimenticherò mai l’istante in cui i miei occhi si incontrarono con quelli di mamma e di papà, increduli, terrorizzati ma felici di avermi ritrovata. Così iniziò il mio calvario. La notte stessa papà incontrò Massimo con me presente, fù un colloquio drammatico durante il quale negò ancora una volta di essere il padre di mio figlio ma alla fine si arrese e disse: “Se volete me la sposo”. Mio padre rispose: “A te mia figlia non la darò mai!”. Il buio totale ritorna nella mia mente, ricordo vagamente che mi portarono da un ginecologo obiettore, mi visitò e stabilì l’epoca di gestazione, secondo i miei calcoli avevo di gran lunga superato il limite dei 90 giorni e consigliò “Villa Gina”. Ci trovavamo nel 1981 era stata varata da poco la legge sull’aborto, non si sapeva chiaramente che cosa fosse e non si conoscevano le sue procedure, per non parlare di tutte le conseguenze psicologiche che sarebbero ricadute sulla donna. I miei genitori sono stati vittime di questa legge così come lo sono sata io e mio figlio, con l’aggravante di essere stati mandati nelle fauci del lupo: “Villa Gina” meglio conosciuta come la clinica degli aborti illegali. La mia memoria torna al giorno dell’aborto, l’ultimo giorno trascorso con mio figlio che, sempre secondo i miei calcoli, custodivo nel mio ventre da circa cinque mesi. Ricordo di essere scappata mentre mia madre sbrigava le pratiche per l’accettazione ma non andai lontano mi ripresero subito. Mi rivedo sul lettino in una piccola stanza, piango disperatamente mentre le infermiere parlano del “piu e del meno”. Le disturbo con il mio pianto e mi rimproverano dicendo: “Ma cosa piangi! Prima ti sei divertita ed ora ti lamenti, smettila ci dai fastidio! Voglio scappare, voglio mio figlio. Glielo dico ma non mi ascoltano Poi arriva il medico: “Dottore vuole un caffè?”. “ ma è ancora sveglia la ragazza? Non vedete che piange? Fatele l’anestesia!” Portai di nuovo la mano sul mio ventre come un ultimo tenero e lungo abbraccio, “Perdonami amore mio …”. Il risveglio in una stanza in penombra, intorno a me il vuoto, nel mio cuore il vuoto. Vuoto assoluto. Di nuovo il black-out. Non ricordo nulla dei giorni e dei mesi che seguirono solo un sogno ricorrente, io che salivo le scale al buio, in cima una porta aperta dove un bambino si sporgeva e gridava: “Mamma!”. Appena arrivavo in cima alle scale il sogno svaniva. Ho vissuto per un anno fuori dal mondo, dal mio corpo. Il senso di colpa non mi permetteva di avere relazioni con i miei amici di sempre, mi sentivo inadeguata, incompresa e soprattutto spaesata, non riuscivo a trovare un posto nella società, avevo una paura terribile che la mia verità venisse scoperta con tutte le conseguenze pregiudiziali; ma soprattutto mi impedivo di “rientrare” in parrocchia, non ne ero degna, avevo deluso anche Dio. Non riuscivo più trovare un posto in famiglia perché avevo tradito la fiducia e le aspettative dei miei genitori… .mia madre e mio padre, mai una parola di rimprovero o di rinfaccio, non hanno mai smesso di amarmi, hanno creduto di proteggermi, di salvarmi la vita!!! Si sbaglia anche per il troppo amore, soprattutto quando si agisce in fretta e di impulso affidandosi a persone che credi leali. La mia vita ricominciò lentamente a “girare” quando conobbi Alessandro, avevo 17 anni. Gli raccontai il mio dolore e non scappò, mi prese per mano e lentamente mi riportò nel mondo, nel mio corpo. Ripresi a vivere cercando un posto nuovo nella società, ero cambiata, dentro di me sentivo una forza che mi spingeva a ricercare la verità e la giustizia, a trovare una ragione di tutto! Rientrai in parrocchia e feci pace con Dio ma non con me stessa. Mi impegnai a 360 gradi, catechista, responsabile dell’Azione Cattolica, corista, volontaria nell’UNITALSI, intanto gli anni passarono, mi scrissi all’università e all’età di 20 anni entrai nel mondo del lavoro come Insegnante di Religione Cattolica. Avevo tutto, l’amore, il lavoro desiderato, gli impegni in parrocchia, il posto ritrovato in famiglia e nella società ma le mie sofferenze emotive e psicologiche non le avevo superate, erano in me, nel mio cuore nella mia anima latenti, pronte a riemergere nei momenti di “debolezza ”. Nelle mie profondità, come un vulcano che apparentemente dorme ma che in realtà è attivo, la voglia di capire, di trovare pace era sempre in ebollizione. Rivolevo il mio bambino Desideravo diventare mamma, volevo riappropriarmi della mia maternità e insieme ad Alessandro decidemmo di avere un figlio che non si fece attendere, ad aprile mi accorsi di essere incinta e a luglio ci siamo sposati tra la gioia di amici e parenti. I nove mesi trascorsi insieme a mia figlia sono stati stupendi, ho vissuto la maternità come il dono più bello della mia vita, lei cresceva in me ed io gustavo ogni istante, ogni momento cercando di viverlo appieno fino al giorno della sua nascita. Ricordo il suo primo vagito, il nostro abbraccio, avevo ventidue anni e credevo di essermi lasciata il passato alle spalle!!! Il mio stress emotivo si manifestò di nuovo con la paura di perdere improvvisamente mia figlia, decisi allora di entrare in analisi, fu un percorso lungo, doloroso che mi aiutò a far riemergere l’esperienza dell’aborto che avevo completamente insabbiato nel più profondo del mio “IO”. Il primo passo da fare era riconoscere mio figlio dandogli un nome, me la sono immaginata femmina e quindi l’ho chiamata Daniela, poi ho capito che nessun figlio avrebbe mai potuto sostituirla perché unica e irrepetibile. Per lei ho continuato a lottare, ricercando la verità per trovare giustizia. Ho cominciato a documentarmi sulle tecniche dell’aborto prendendo coscienza su cosa le avevano fatto, non sopportavo di leggere che l’aborto non provoca conseguenze sulla donna che lo pratica e soprattutto mi indignavano tutte le bugie che venivano dette per giustificare l’interruzione di gravidanza, prima tra tutte che con l’IVG si eliminava solo un grumo di cellule che in un secondo momento sarebbero diventate vita! Verità e giustizia sono state il motore della mia continua ricerca! Un giorno bussò alla porta della caritas parrocchiale una ragazza slava che voleva abortire e chiedeva aiuto per farlo. L’operatrice chiese al parroco come fare per aiutarla a tenere il bambino e don Lino, che conosceva bene il mio dramma, le suggerì di cercarmi per trovare insieme una soluzione. La ragazza si chiamava Daniela e quando me ne parlarono, capii che non poteva essere solo una coincidenza, era giunto il momento di iniziare la mia battaglia per la vita. Ci rivolgemmo al Segretariato Sociale per la Vita di Roma e l’operatrice, non solo ci aiutò a risolvere il caso ma andò oltre, comprese che avevo nel cuore un dolore immenso, Patrizia si rese conto che anche io ero passata attraverso la tragica esperienza dell’aborto e mi aiutò a rialzare lo sguardo, a perdonare, ritrovando il coraggio di affrontare la realtà… così è iniziata la mia rinascita. Con il suo aiuto abbiamo aperto un Centro di Aiuto alla Vita, all’inizio è stato molto difficile, ogni volta che una mamma sceglieva di interrompere la gravidanza per me era come rivivere il mio dolore, ma con il tempo sono riuscita a superare anche questo limite e quando incontro le donne che vogliono abortire le accolgo con amore e cerco di fargli “alzare lo sguardo” per vedere oltre, per trovare la ragione di vita che solo il figlio che portano nel grembo può dargli! Ogni bambino salvato dall’aborto e riconsegnato all’amore della sua mamma è la vittoria più grande che riusciamo a perseguire. In undici anni di attività, con l’aiuto di Dio, abbiamo salvato 100 bambini dall’aborto e più di 650 aiutati a nascere serenamente, un lavoro portato avanti con tenacia e sinergia da tutti gli operatori del Centro Quando parlo in pubblico e racconto la realtà dell’aborto, smascherando tutte le menzogne, vedo realizzate la verità e la giustizia Oggi ho 42 anni nel frattempo ho avuto il dono di altri quattro figli, il terzo, Andrea, non è riuscito a venire alla luce, al termine del quarto mese di gravidanza un distacco di placenta me lo ha portato via dal grembo ma non dal mio cuore! Mio marito è sempre stato accanto e tutto quello che ho potuto realizzare è stato grazie a lui e ai miei familiari, papà e mamma mi hanno sostenuto e aiutata, mia sorella e mio fratello hanno condiviso la mia battaglia. Oggi mio padre non c’è più, un incidente lo ha strappato via dai nostri affetti, sono sicura che si sta prendendo cura dei miei figli come quando era in vita; non ho fatto in tempo a dirgli che non provo rancore nei suoi confronti e oggi, che sono genitore comprendo il dramma che ha vissuto insieme a mamma e il desiderio di proteggermi. Con mamma ho avuto modo di parlare…poche parole, il suo amore è sempre stato così forte che non c’è stato bisogno di dirci altro, una frase ho colto più di tante altre e mi è rimasta dentro è la frase che mi ha definitivamente restituito mia figlia: -Se avessimo saputo ciò che sappiamo oggi, se qualcuno ci avesse aiutato a capire e a fare la scelta giusta, quel figlio l’avresti con te! Il Movimento per la Vita è la mia grande famiglia e il Centro di Aiuto allaVita è la Verità e Giustizia ritrovata! La mia esperienza non la nego e non la posso dimenticare ma oggi riesco a leggerla con un fine, niente accade per caso e tutto può avere un senso se cerchi con tenacia e ti affidi a Dio!!!
Da "MI HANNO ACCOLTO CON UN ABBRACCIO" di Giorgio Gibertini edizione Fede&cultura www.fedecultura.com 10月22日 VENERDI 26 - 4 ASSAGGIOColombano. Un santo per l’Europa. Edito da Ancora, (192 pagine, €.15,00), del saggista Paolo Gulisano, già autore di diversi volumi sulla storia del Cristianesimo, è un’opera divulgativa, dal linguaggio scorrevole e vivace, che si propone di far conoscere la figura, le opere, la spiritualità di Colombano. Una biografia, ma anche un viaggio nella storia di Irlanda e d’Europa, di cui Gulisano dimostra di essere esperto conoscitore. Il libro descrive a tutto tondo la figura del monaco irlandese del VI secolo che si fece ambasciatore e testimone del Vangelo di Cristo per tutte le terre d’Europa; un uomo ritratto in ogni suo aspetto: poeta, studioso, abate, predicatore, un santo che può essere annoverato tra i fondatori del monachesimo occidentale, fu inoltre, nel vero senso del termine, un santo europeo, il primo grande contributo dell'Irlanda alla comune patria europea. La vita straordinaria del monaco irlandese è raccontata da Gulisano con passione e con ampiezza di documentazione, ripercorrendo il suo lungo pellegrinare attraverso l’Europa antica, dove ebbe modo di portare il messaggio evangelico. Dall’Irlanda, alla Francia, alla Baviera, fino all’abbazia di Bobbio, il libro è uno strumento per conoscere più a fondo l’anima cristiana dell’Europa seguendo passo passo san Colombano. L’autore annovera Colombano tra gli evangelizzatori, o i patroni, o tra quelli che egli definisce i patriarchi d’Europa. Ai nomi dei più noti di questi, Benedetto da Norcia, Cirillo e Metodio, Martino di Tours, si deve aggiungere quello dell’irlandese Colombano. Un nome certamente meno noto dei precedenti, ma il cui contributo all’edificazione non solo della Chiesa ma della stessa civiltà europea deve essere pienamente ricompreso dalla nostra memoria storica. Nel libro, attraverso la figura di Colombano, emerge anche il grande ruolo nella storia del Cristianesimo dell’Irlanda: Colombano affianca l’esperienza spirituale e culturale celtica a quella latina veicolata da Benedetto e a quella slava di Cirillo e Metodio, un’esperienza frutto dell’evangelizzazione operata dall’apostolo degli irlandesi san Patrizio, che non venne custodita gelosamente nell’Isola di Smeraldo, ma messa immediatamente a disposizione dell’intera cristianità. Colombano appartiene a pieno titolo alla sua Irlanda, ma anche ad ogni terra e paese che egli attraversò ed amò appassionatamente, senza mai identificarsi totalmente con ognuna. Infine, sul retro di copertina campeggia una frase di Robert Schuman, uno dei padri dell’unità europea: “San Colombano è il santo patrono di coloro che si prodigano per la causa dell'Europa unita”. Gulisano la fa propria, e unisce la propria opera a quella di coloro, come l’Episcopato irlandese e la rete di comunità colombaniane di tutta Europa, con centro a san Colombano al Lambro, si sono attivate affinché egli sia proclamato compatrono d’Europa. Colombano, insieme a Benedetto, Cirillo e Metodio, ci ricorda e ci testimonia che l'Europa è nata cristiana, e solo nella misura in cui resterà tale potrà pensare di conservare a pieno le proprie idealità e il proprio apporto originale alla costruzione della nostra civiltà. 10月17日 PRESENTAZIONE LIBRO DI GIORGIO GIBERTINI17 ottobre
ZENIT PARLA DEL MIO LIBROUn abbraccio che ha salvato mamme e bambini I retroscena della legge sull'interruzione volontaria di gravidanza 10月5日 UN GRANDE CORAGGIOSO VERO EDITOREIl “Messale Festivo Tradizionale”, per la “Buona Battaglia” della fedeIntervista al Direttore di “Fede & Cultura”, il prof. Giovanni Zenone ROMA, giovedì, 4 ottobre 2007 (ZENIT.org).- Un giovane cattolico, docente di filosofia e religione, decide di diventare editore e pur non avendo denaro nel giro di due anni pubblica 50 titoli di grande valore, con ottimi risultati nelle vendite. 10月2日 PER FESTEGGIARE SAN FRANCESCOOggetto: Giovedì 4 ottobre, un modo per festeggiare San Francesco Oggetto: Giovedì 4 ottobre, un modo per festeggiare San Francesco Carissime, Carissimi, Siete tutti invitati Giovedì 4 ottobre alle ore 19 al Live Café in Corso Trieste 196/198 a Roma Nell'ambito delle iniziative culturali conosciute come "Assaggio", Giorgio Gibertini, del Movimento per la Vita, presenta insieme ad uno degli autori Antonio Gaspari, il libro "le Bugie degli ambientalisti 2 - I falsi allarmi del movimento ambientalista" (edizioni Piemme). Insieme alle idee, le suggestioni, la ricerca di verità , giustizia e bellezza, l'incontro sarà allietato dalla degustazione di Vino, Vin Cotto e Sapa, della Agraria Clorinda Caucci Sabatini. Antonio Gaspari, illustrerà anche scopi e obbiettivi dei Cristiani per l'Ambiente www.cristianiambiente.org, associazione di cui è Presidente. Buona Giornata AG 9月28日 CHI E' ANTONIO GASPARI?Antonio Gaspari è nato a Cascia (Perugia) il 7 marzo 1955. Giornalista e scrittore, è accreditato presso la Sala Stampa Vaticana. Da circa quindici anni svolge inchieste e scrive libri su questioni demografiche, bioetiche, ambientali e difesa della vita e della salute a livello nazionale e internazionale. Dirige da più di quindici anni il quindicinale specializzato sui temi dell'ambiente "Greenwatch news". Collabora con diversi organi di stampa nazionali e internazionali, tra cui il quotidiano "Avvenire", i settimanali "Tempi" e "Il Domenicale", i mensili "Sì alla Vita", "Il Timone", "Net Magazine”,” Sacerdos", "21mo Secolo. Scienza e Tecnologia", il mensile statunitense "Inside The Vatican", il quotidiano spagnolo "La Razon". È nella redazione dell'agenzia cattolica in internet "Zenit". L'agenzia esce ogni giorno in 7 lingue. È autore di numerosi volumi sulle tematiche riguardanti le politiche demografiche e ambientali; in particolare, si è occupato di, come e quanto, la tutela della famiglia e della prole influisca sulla crescita demografica, lo sviluppo economico, ambientale, sociale e civile delle Nazioni: L'imbroglio ecologico. Non ci sono limiti allo sviluppo (1991), Il buco d'ozono: catastrofe o speculazione? (1992), Il lato oscuro del movimento animalista (1993), Da Malthus al razzismo verde. La vera storia del movimento per il controllo delle nascite (2000), tre saggi nei volumi Global Report. Lo stato del pianeta tra preoccupazione etiche e miti ambientalisti (2002) e Scienza e leggenda. L'informazione scientifica snobbata dai media nel "Working Paper" n.78 del Centro di Metodologia delle scienze sociali della LUISS, “Dal popolo di Seattle all’ecoterrorismo” (21mo Secolo 2003) Volumi in collaborazione: con Roberto Irsuti Troppo caldo o troppo freddo? La favola del riscaldamento del pianeta (1999), con VittorFranco Pisano Da Seattle all'ecoterrorismo (2003), con Riccardo Cascioli Le bugie degli ambientalisti (2004) e Le bugie degli ambientalisti 2 (2007). Per i volumi Profeti di Sventura? No Grazie! (1997) e Onu e Santa Sede, le ragioni del confronto (1998) è stato premiato dalla Fondazione Vittoria Quarenghi nel 1999 con la motivazione di «aver contribuito alla diffusione della cultura della vita». Dall'anno scolastico 1997/98, tiene seminari sulle politiche demografiche e ambientali all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Dall'anno scolastico 2002/2003, dirige il Master in Scienze Ambientali organizzato dall'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e dell’Università Europea di Roma in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente. Il 12 e 13 settembre del 2005 ha partecipato a Vienna, in qualità di rappresentante della Santa Sede, al "Second OSCE Meeting of Police Experts: Improving the effectiveness of law enforcement in preventing and combating hate crimes". Dal punto di vista giornalistico, negli ultimi 10 anni, si è occupato dei rapporti tra Chiesa ed Ebraismo, conducendo diverse inchieste dettagliate su quanto Pio XII ha fatto per proteggere e salvare gli ebrei dalla persecuzione nazista. Ha raccolto queste testimonianze in due volumi. Il primo “Los Judios, Pio XII Y la leyenda Negra”, pubblicato da Planeta in Spagna nel 1998, e in Italia con il titolo: Nascosti in convento (Ancora 1999) ed il secondo Gli ebrei salvati da Pio XII (Logos Press 2001). Sulla base dell'inchiesta che ha dato vita a questi libri, ha diretto un servizio televisivo per il programma storico di Rai 3 con il titolo: L'Albero dei Giusti. Nell'anno 2002/2003, ha lavorato nella redazione di "Excalibur" per Rai 2. 9月19日 INTRODUZIONE AL LIBRO DI GASPARII due volti dell'ambientalismo - intervista a Antonio Gaspari A due anni dalla presentazione del primo capitolo, Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari pubblicano "Le bugie degli ambientalisti 2" in cui riaffermano il proprio dissenso rispetto a gran parte degli assiomi formulati dal mondo ambientalista. Un libro fuori dal coro, che si inserisce nella controversia in atto fra quelli che potremmo chiamare "catastrofisti" ed "eco-ambientalisti" che sta travalicando gli argini della difesa dell'ambiente per assumere il vigore di una appassionato confronto tra due diversi sistemi di pensiero. La concezione biocentrica ed ecocentrica viene così ad infrangersi contro lo scoglio dell'etica antropologica travolgendo tutti i temi di pubblico interesse. Ne parliamo con Antonio Gaspari, direttore del Dipartimento Uomo e Ambiente del CESPAS e del Master in Scienze Ambientali dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, è tra i fondatori dell'agenzia quindicinale di informazione ambientale "Greenwatch News" e cura l'edizione in italiano dell'agenzia quotidiana "Zenit". 1) Ultimamente al concetto di sviluppo sostenibile è stato affiancato quello di impronta ecologica. Cosa esprimono questi termini? Sviluppo sostenibile e impronta ecologica sono delle terminologie che vengono utilizzate per porre severi limiti allo sviluppo dei Paesi emergenti. "Sviluppo sostenibile" è una traduzione impropria del termine inglese "sustainable development" che intende condizionare i processi di sviluppo secondo variabili quali la crescita demografica, il prodotto interno lordo, la disponibilità di materie prime. Il pregiudizio nasce dall'idea che lo sviluppo è esclusivamente inquinante e per questo va fortemente condizionato. Questa idea è conseguente alla concezione neomalthusiana di uomo come mero consumatore, secondo cui la crescita demografica ed economica delle nazioni è il peggiore dei mali . Si tratta di una deformazione ideologica del concetto di sviluppo, imposta dagli inizi degli anni ottanta. Nei decenni precedenti le stesse Nazioni Unite parlavano di "développement durable" cioè sviluppo durevole, indicando nel superamento del sottosviluppo la via per vincere la fame, la povertà e garantire il risanamento ambientale. La concezione di sviluppo durevole contrapposta a quella di sviluppo sostenibile è stata fortemente indicata nel corso della Conferenza delle Nazioni Unite di Johannesburg svoltasi nel 2002. La totalità dei paesi in via di sviluppo e gran parte di quelli avanzati hanno indicato nel progresso tecnologico, scientifico, economico e morale la via per innalzare il livello di vita dell'umanità nel pieno rispetto e sviluppo della natura. L'impronta ecologia è una barzelletta, inventata con l'intenzione di spaventare le persone al fine di limitare lo sviluppo. Secondo i parametri indicati dai sostenitori dell'impronta ecologica, ogni persona per non inquinare il pianeta dovrebbe abitare in una casa al massimo di 30 metri quadri, senza acqua corrente né elettricità, dovrebbe diventare vegetariana e raccogliere il proprio cibo direttamente dalla terra, dovrebbero muoversi solo a piedi o al massimo in bicicletta. 2) E' vero che la natura inquina più dell'uomo? Ma certo!. Basta pensare ai vulcani in attività che secondo gli ultimi dai sarebbero 1500 in tutto il pianeta. In una sola eruzione il Monte Merapi in Indonesia ha distrutto una città e emesso una colonna di fumo alta più di tremila metri. In Ecuador il Tungurahua ha lanciato tonnellate di cenere fino a 12.000 metri. Altro che emissioni delle auto o Pm10. Ci si preoccupa delle allergie, dimenticandosi che per più della metà dipendono dai pollini delle piante. Pensiamo ai rifiuti organici. Ogni animale dal più piccolo insetto fino all'elefante ed alla balena. mangia in proporzione al peso molto di più degli uomini e anche in rifiuti non scherza. All'inizio del 900 a New York c'erano 1 milione e 200 mila cavalli, considerando che ogni giorno un cavallo produce almeno nove chili tra escrementi e urina, si capisce bene perché i rifiuti erano maggiori di quelli odierni. Si ha paura delle radiazioni, dimenticandosi che noi viviamo di "radiazioni" grazie ad una piccola stella, il sole, che è una esplosione termonucleare continua. Il suo raggio all'equatore è pari a più di 100 volte quello della Terra e la sua massa è 743 volte quella totale di tutti i pianeti che gli girano attorno. Tutto questo mostra che la concezione di "inquinamento" normalmente utilizzata è inadeguata e ideologicamente finalizzata solo a criminalizzare le attività e il lavoro umano. 3) Nel libro è descritta una iniziativa europea denominata "Diplomazia Verde". Può spiegarci in cosa consiste e qual è il suo scopo? Le istituzioni internazionali così come molti governi nazionali sono pesantemente condizionati da una "lobby verde" la cui ideologia è pesantemente contraria alla crescita demografica ed allo sviluppo scientifico ed economico. In questo momento l'Unione europea, così come nel passato l'amministrazione Clinton, utilizza la diplomazia verde per imporre misure commerciali "protezioniste" e impedire ai paesi emergenti di arrivare con le proprie merci sui mercati più ricchi. Tale diplomazia verde sta penalizzando pesantemente anche l'Italia, basta dire che il ministro degli esteri Massimo D'Alema dice si al "nucleare civile" del dittatore iraniano Mahmud Ahmadinejad, ed è però contrario alla costruzione di impianti nucleari in Italia. 4) Alcuni paesi emergenti sostengono che talvolta le argomentazioni ecologiste vengono utilizzate strumentalmente per limitare il loro sviluppo. Quanto c'è di vero in questa tesi? I Paesi emergenti parlano apertamente di "ecoimperialismo", cioè l'utilizzazione dell'ideologia verde per limitare il loro sviluppo, mantenere posizioni di privilegio nel mercato e imporre forme di ingiustizia economica e produttiva. Tanti i casi eclatanti, tra cui il divieto di utilizzare il DDT per combattere la malaria che ogni anno infetta trecento milioni di persone e ne uccide un milione e centrmila, e la richiesta sempre più vasta di contadini che intendono utilizzare sementi OGM. La denuncia dell'ecoimperialismo è sostenuta tra gli altri da movimenti per i diritti civili americani e da ricercatori e contadini africani. 5) Perché in Italia i rifiuti sono un problema mentre in Europa costituiscono una risorsa? Perché a forza di diffondere paure irrazionali le comunità locali sono spaventate e confuse. La cattiva informazione e l'opposizione preconcetta contro i termovalorizzatori sta favorendo solo i gruppi che non vogliono risolvere il problema e pensano di fare grandi affari speculando sulle discariche esistenti. Di questo passo, noi italiani pagheremo la raccolta rifiuti sempre di più, senza mai averne un benché minimo beneficio. I tedeschi ridono di noi perché siamo l'unico paese che paga il biglietto del treno ai rifiuti, che poi vanno a produrre energia per la Germania. Tutti in Europa utilizzano e costruiscono termovalorizzatori. In Austria il termovalorizzatore di Spittelau fornisce acqua calda a 200.000 famiglie ed è inserito nei tour turistici della città. Mentre nella nostra bella Italia, continuiamo a raccogliere rifiuti e portarli in discarica. 6) Mentre la Chiesa individua l'uomo come custode responsabile del creato un certo ambientalismo lo considera come un ospite indesiderato. Al concetto di capitale umano viene contrapposta la visione dell'uomo come cancro del pianeta. Cosa determina una differenziazione ideologica e ontologica così marcata? La concezione biocentrica o ecocentrica delle maggiori associazioni ambientaliste è simile alle concezioni pagane precristiane. Per placare le ire di Gaia chiedono sacrifici, limitando le nascite e impedendo lo sviluppo. Dal punto di vista etico poi è drammatico constatare che la "nuova etica animalista" che filosofi come Peter Singer propongono prende origine e propaganda tesi eugenetiche. 7) Cosa serve per sconfiggere il catastrofismo di certe major ambientaliste? Smettere di credere alle loro bugie e provare a vedere che esiste un mondo reale fatto di persone che lavorano, ricercano e propongono soluzioni anche per i problemi ambientali. Dopo tanti anni di ricerche posso assicuravi che la realtà è molto più avvincente e affascinante degli scenari catastrofici disegnati dai profeti di sventura 7月25日 SCELTO PER VOI - TUTTI VOSTRI?Dal libro “Tutti vostri? – Viaggio nel mondo delle Famiglie Numerose” A cura di Regina Florio e Mario Sberna Edizioni Messaggero Padova
Una delle tante domande giunte alla Associazione Famiglie Numerose (minimo 4 figli)
Un problema, vi prego, ditemi almeno un problema. Ditemi che i figli litigano, si scannano, ditemi che non sapete come gestirli, ditemi che non li sapete educare e crescere, che non riuscite a dedicare tutto il tempo che merita ciascuno di loro. Ditemi che non ce la fate! LETTERA FIRMATA
Infatti, noi non ce la facciamo, ce la fanno loro da soli! Prendi per esempio il bagnetto. Il primo bagnetto del primogenito è una cerimonia che si svolge una sola volta nella vita, per fortuna. Il livello di apprensione dei due genitori è ai massimi di guardia e basta una minima indecisione per far scattare l’allarme. La temperatura dell’acqua è uno dei fattori cruciali: un errore di pochi decimi di grado e il bambino è rosso fuoco. Ma tranquilli, esistono costosissimi termometri progettati apposta per questo scopo: antiurto, galleggianti e dotati di un’inerzia infida e difficilmente prevedibile. Siete due gradi sotto, aumentate la calda, il termometro sta fermo per un po’, quindi parte e si ferma due gradi sopra; aumentate la fredda, si ricomincia. Ho sentito di gente che ha fatto fuori dei boiler da caserma per riempire una vaschetta da dieci litri. In acqua poi il bambino viene trattato a quattro mani, con le varianti di sei o otto mani se ci sono una o due nonne presenti. Con il secondogenito scompaiono il termometro, il papà e le due nonne: mamma puccia il gomito e giudica ad occhio. La posizione del bambino viene corretta solo quando comincia a bere. Con il terzogenito si usa la tattica del polipo: lo si immerge direttamente, se le gambine arricciano vuol dire che è troppo calda, se diventa smorto è troppo fredda. Credo che nessuno abbia mai lavato i figli dal quarto in poi, è noto che si arrangiano da soli o al massimo ci pensano i fratelli. Mamma interviene solo per una passata al lavasecco prima di Natale, per togliere le macchie più evidenti. Col pannolino, stessa cosa. Le aziende che producono pannolini fanno soldi solo con i primogeniti. Il primogenito infatti lo controlli per definizione dopo ogni poppata, ogni volta che senti un rumorino, ogni volta che una nonna sente un rumorino (anche per telefono), ogni volta che senti un odorino, ogni volta che una nonna sente un odorino (anche per telefono), ogni volta che non sai cosa fare. Apri, niente, ma il pannolino lo cambi lo stesso. Con in secondogenito cambi il pannolino appena prima che i vicini di casa chiamino il camion per gli spurghi pensando che sia un problema di fossa biologica. Il terzo, il pannolino se lo cambia da solo e pedalare. Dal quarto in su i pannolini o se li comprano oppure vasino. Per quanto riguarda l’alimentazione, il primogenito mangia ogni 2 ore, giorno e notte. Tra un pasto e l’altro talvolta dorme, ma siamo talmente in ansia che non si ingozzi con il vomito che ci alziamo comunque ogni cinque minuti per vedere se respira. Il tempo di reazione al suo pianto è di 0,5 secondi netti. Il secondo mangia ogni quattro ore, la notte anche sei e, tra un pasto e l’altro, dorme come un tonno; il tempo di reazione al suo pianto va dai 3 ai 15 minuti. Dopo la nascita, come è noto, i casi sono due: o allattamento al seno o biberon. L’allattamento al seno presenta molti vantaggi, è più sano, più naturale, il latte è sempre pronto alla temperatura giusta, il seno è per definizione sterilizzato e resta una mano libera. L’allattamento al biberon prevede viceversa l’uso di due mani, una che regge il bambino, l’altra che regge il biberon. La questione è di secondaria importanza per le prime poppate del primogenito, durante le quali rimirate rapiti con sguardo ebete il vostro virgulto, attenti a che non scenda una goccia di latte sulla guancia, e che la tettarella sia sempre piena acciocché non abbiano a formarsi bolle d’aria nel pancino, noncuranti del fatto che sono le 3 del mattino, ci sono 12 gradi e voi siete in mutande e canottiera, travolti dal pianto isterico di quel delizioso pulcino. Con il secondo qui venti minuti che dura mediamente una poppata diventano eterni. Dopo 30 secondi cominciate a guardarvi in giro sconsolati alla ricerca di qualcosa da fare e soprattutto del modo per farlo. Quei 90 centilitri di latte glieli sparereste giù col compressore. Di solito in queste situazioni ci si trova sul divano del salotto e la prima tentazione è quella di accendere la televisione, ci sarà pure qualche cosa da vedere. Per una delle leggi di Murphy il telecomando si trova sempre alla distanza di Tantalo, vicino ma irraggiungibile. E poi, anche se fosse raggiungibile, bisogna liberare una mano. Gli stratagemmi sono svariati: quello che viene più naturale è cercare di reggere il biberon con il mento, esercitando una leggera pressione. I figli degli appassionati di questa tecnica soffrono spesso di palatoschisi. Viceversa si può liberare la mano che regge il bambino, tenendolo con l’incavo del braccio. Alla fine ci si ingegna, si recupera il telecomando con un piede esibendo uno snodo tipo Heather Parisi, si libera una mano e si zappa, finalmente. Nel frattempo il biberon è orizzontale da 10 minuti, il bambino ha ingurgitato aria sufficiente a farlo andare di aria per tutta la notte e si prepara a due ore di coliche coordinate e continuative. Il terzo figlio impara prestissimo a reggersi il biberon da solo mentre sembra che il quarto esca spesso per andare al ristorante. Ma il clou delle differenze tra figli, è nel settore “documentazione”. Del primogenito si documenta tutto. Esistono addirittura delle specie di diari con gli appositi spazi per annotare giorno per giorno tutti i parametri vitali del bambino, foto graduate, pagine speciali per glie venti eccezionali, il primo dentino, la prima parola, i primi passi. A volte c’è anche uno spazio feticista per appiccicare ciocche di capelli o altri pezzi del bambino stesso. Una mamma ha gabellata in testa a vita tutta la curva di crescita del suo primogenito, come un gigantesco file Excel. Con il secondogenito scompare il squadernino, e con questo anche ogni tracciabilità. Il suo grafico di crescita è un gradino: prima non c’era, adesso c’è. Dal terzo in poi dati non pervenuti. E la nanna? Il primogenito si divide tra una culla principesca e il lettone, mamma e babbo estasiati che lo vegliano tutta la notte. Il secondo quando cresce va a letto con il primogenito che gli legge una favola a notte. Il terzogenito, quello che mangia quando può, va a letto con i primi due, che si inventano favole appositamente per lui. Dal quarto in poi dormono con i fratelli maggiori direttamente in discoteca.
Buone vacanze.
Giorgio Sara Mauro Massimo Gibertini 7月12日 SCELTE PER VOIPapà, c'era un bambino in carrozzella
nun moveva le braccia
e co' la faccia
guardava sempre verso su' sorella
Papà, perchè è così?
- Mah! Nun te lo so dì!
Forse li genitori hanno sbajato
quanno l'hanno comprato.
- Perchè, quanno se compreno i neonati,
se po' sceje tra i sani e l'ammalati?
Embè! 'Na vorta no, nun se poteva,
ma ora, co' la scienza che ce sta
un gran sacco di cose se po' fa'!
Papà, si fosse mio quer fratellino,
lo vorrei portà io cor carrozzino.
- Ma chè se' matto? Tu non sai che dici:
questi pe' tutta la vita so' infelici
e, se a scienza così lo consijasse,
mejo falli morì prima de nasce.
- Papà, la scienza che sa tutto,
invece che morì,
perchè no i fa guarì?
E poi quer bimbo era sereno in viso,
co' su' sorella era tutto un sorriso!
A signora qui accanto che cià tutto
ha un vorto tanto triste e così brutto!
- Fio mio... la scienza è un gran calcolatore:
cià a testa grossa, ma je manca er core! 7月2日 GIOVEDI 5 LUGLIO SECONDO ASSAGGIOINVITO GIOVEDI 5 LUGLIO 2007 ORE 19 PRESSO LIVE CAFE' DI CORSO TIESTE 196/198 PER IL SECONDO ASSAGGIO SARA' PRESENTE IL POETA SCRITTORE
LIBERALE BURACCHINI CON IL LIBRO
NON PUOI FERMARE IL VENTO
CURRICULUM Liberale Buracchini, dopo una vita professionalmente dedicata alla Pubblica Amministrazione, impiega il suo tempo, ormai pieno, nell’amore alla poesia, divenuta passione intensa nel grande cuore di Roma che sa ancora donargli pulsioni ed emozioni tra cui non manca la voce chiara della trascendenza in molteplici forme di mistica grandezza. Senza dimenticare la madre terra senese, che scocca ancora la scintilla di tante sue liriche. Il tutto raccolto in Come da un sogno - Pacati arperggi - Respiro di azzurro - Emozioni dalla memoria. Vincitore a campione: Lizza d’oro 1984 - Targa d’argento Calliope 1986 - Città di Venezia 1991 - L’uomo e il futuro 1999/2002 - CAPIT ‘Terzo Millennio’ - ‘Mario Luzi Città di Siena’ Inedita 2006 - Premio Borgo Ligure Edita 2006. GIUSEPPE ANZANI: C’è, nella poesia di Buracchini, un occhio contemplativo che sa fissare il particolare, ma insieme abbraccia l’orizzonte; s’immerge nelle segrete rivelazioni delle cose - paesaggi, uomini, eventi, opere, arti - e con istintiva dolcezza sempre le raccorda a quell’infinito cosmo che ne illumina la misteriosa armonia. In ogni frammento scintilla l’identico indivisibile mistero dell’essere. 6月25日 NOTTE BIANCA DELLA SOLIDARIETA'Venerdì 29 giugno 2007
AD MAIORA
in piazza Bocca della Verità a Roma
per la notte bianca della solidarietà
6月14日 PRESENTAZIONE 2 LIBRO LIBERALE BURACCHINI - SECONDO ASSAGGIOINVITO GIOVEDI 5 LUGLIO 2007 ORE 19 PRESSO LIVE CAFE' DI CORSO TIESTE 196/198 PER IL SECONDO ASSAGGIO SARA' PRESENTE IL POETA SCRITTORE
LIBERALE BURACCHINI CON IL LIBRO
NON PUOI FERMARE IL VENTO
CURRICULUM Liberale Buracchini, dopo una vita professionalmente dedicata alla Pubblica Amministrazione, impiega il suo tempo, ormai pieno, nell’amore alla poesia, divenuta passione intensa nel grande cuore di Roma che sa ancora donargli pulsioni ed emozioni tra cui non manca la voce chiara della trascendenza in molteplici forme di mistica grandezza. Senza dimenticare la madre terra senese, che scocca ancora la scintilla di tante sue liriche. Il tutto raccolto in Come da un sogno - Pacati arperggi - Respiro di azzurro - Emozioni dalla memoria. Vincitore a campione: Lizza d’oro 1984 - Targa d’argento Calliope 1986 - Città di Venezia 1991 - L’uomo e il futuro 1999/2002 - CAPIT ‘Terzo Millennio’ - ‘Mario Luzi Città di Siena’ Inedita 2006 - Premio Borgo Ligure Edita 2006. GIUSEPPE ANZANI: C’è, nella poesia di Buracchini, un occhio contemplativo che sa fissare il particolare, ma insieme abbraccia l’orizzonte; s’immerge nelle segrete rivelazioni delle cose - paesaggi, uomini, eventi, opere, arti - e con istintiva dolcezza sempre le raccorda a quell’infinito cosmo che ne illumina la misteriosa armonia. In ogni frammento scintilla l’identico indivisibile mistero dell’essere. 6月5日 PRESENTAZIONE PRIMO LIBRO GIOVEDI 14 GIUGNO ORE 19Marida Lombardo Pijola Ho 12 anni faccio la cubista mi chiamano principessa Storie di bulli, lolite e altri bimbi
Bompiani
Interviene l’autrice
Coordina Giorgio Gibertini
Live Cafè Corso Trieste 196/198
Marida Lombardo Pijola, Ho dodici anni, faccio la cubista, mi chiamano principessa. Storie di bulli, lolite e altri bimbi Grandi AsSaggi, Pagine 240, Prezzo € 12,00
Un libro shock.
“Trescare serve per far carriera, e poi ti diverti. I gestori hanno sedici, diciassette, diciotto anni. Fuori dal locale non si filerebbero mai una che va in seconda media. Ma se fai la cubista sei una donna. Non più una ragazzina. Con i clienti della disco treschi soltanto se ti va. E puoi farti pagare, se vuoi, così ti diverti e ci guadagni!! È come se fossi già grande, come se avessi già un lavoro.” “E cosa dico ai miei genitori?” “Non dici nulla, come faccio io.”
Nessuno, prima d’ora, aveva mai raccontato e documentato la loro doppia vita. Hanno un’età compresa tra gli 11 e i 14 anni, frequentano per lo più la scuola media inferiore. Cinque storie autentiche riferite col ritmo del racconto d’indagine e un viaggio nei loro blog ci rivelano per la prima volta un sottosuolo quasi del tutto sconosciuto, sebbene la cronaca sempre più spesso ce ne rimandi indizi. È il mondo dei Peter Pan al contrario, disincantati, provocatori e aggressivi. Il loro regno sono le discoteche pomeridiane. Al sabato pomeriggio escono di casa, con gli abiti di tutti i giorni, annunciando ai genitori visite ad amici, passeggiate in centro, l’ultimo film di cui tutti parlano. Varcata la soglia della discoteca, la trasformazione è totale: perizoma, pelle unta d’olio perché brilli, tiratissima, sotto le luci stroboscopiche, il seno appena coperto da un top invisibile. Queste principesse del pomeriggio ballano su grandi cubi, mimando le pose oscene della lap dance. Ballano davanti agli occhi di altri coetanei, dagli sguardi voraci con in mano cellulari pronti a carpire foto e filmini. Scambi sessuali a pagamento, fumo, droga, bullismo violento,bande organizzate in strutture rigidamente piramidali che scandiscono l ’erogazione di abbonamenti e ingressi e il viavai di nuove cubiste. Marida Lombardo Pijola – inviata speciale al “Messaggero ” – è entrata nei loro blog, nelle loro scuole e nelle loro discoteche, sebbene in queste ultime l’accesso sia impedito agli adulti,e ci propone la prima inchiesta su un mondo sommerso e sconvolgente.
Marida Lombardo Pijola è giornalista, inviata speciale al “Messaggero”. Scrive di società e costume. Si è occupata in particolare di infanzia, adolescenza, bullismo, pedofilia e adozioni. 5月24日 INAUGURAZIONE - PRIMO ANNUNCIO1 AS-SAGGIO
con
MARIDA LOMBARDO PIOLA Ho 12 anni faccio la cubista mi chiamano principessa Storie di bulli, lolite e altri bimbi
Ed. Bompiani
GIOVEDI 14 GIUGNO ORE 19 PRESSO LIVE BAR CAFFE’ CORSO TRIESTE 196/198
Presenta Giorgio Gibertini 5月18日 STATUTO DELL'ASSOCIAZIONE
Associazione “Ad Maiora”
ATTO COSTITUTIVO E STATUTO ASSOCIATIVO
Articolo 1 (costituzione) E' costituita nel giorno 15 Aprile 2007 in Roma tra Giorgio Gibertini nato a Bollate (MI) il 02/10/1972 residente a Roma in Via Cardinale Garampi 164 C.F.GBRGRG72R02A940Y cittadino italiana, Sara Orsini nata ad Ascoli Piceno il 23/03/1977 residente a Roma in Via Cardinale Garampi 164 c.f.RSNSRA77C63A462E cittadino italiano e Raffaella Leo nata a Roma il 8/05/1975 residente a Roma via Civate n°33 c.f.LEORFL75E48H501E cittadina italiana, un'associazione internazionale con durata illimitata denominata "Ad Maiora".
Articolo 2 (sede) L'associazione ha sede attualmente in Roma – Via Cardinale Garampi 164. Potranno essere istituite e/o soppresse sedi secondarie, sedi locali e nazionali e all’estero.
Articolo 3 (scopo) L'associazione non persegue finalità politiche né religiose, non ha fini di lucro ed ha lo scopo di promuovere, ispirandosi alla vigente legislazione civile italiana, la promozione, tramite qualsiasi mezzo, compresa la comunicazione tramite Internet, di attività artistiche, musicali, sociali, educative, pedagogiche, didattiche, ricreative, editoriali e culturali in genere. Per il perseguimento dello scopo, l'associazione potrà: organizzare corsi, seminari, festival, concorsi (anche a premi), spettacoli, fiere, mostre, congressi, convegni, conferenze stampa, in Italia e all'estero, produrre programmi radiofonici e televisivi, svolgere attività di consulenza artistica per programmi radiofonici e televisivi; produrre, pubblicare e pubblicizzare libri, stampe, cataloghi, documentari, registrazioni video-sonore e prodotti multimediali; organizzare e produrre stagioni concertistiche, spettacoli musicali e teatrali; svolgere, nel rispetto della normativa vigente e/o di quella che sarà in vigore al momento in cui l'attività sarà posta in essere, laboratori musicali, corsi di aggiornamento per gli insegnanti nelle scuole pubbliche, parificate e private; aprire e gestire scuole di musica, di danza, di teatro, elementari, medie, licei sperimentali, anche chiedendo la parificazione alle competenti autorità; svolgere attività di iniziativa turistica; istituire ed organizzare la gestione di biblioteche e archivi; curare e gestire attività artistiche e ricreative in collaborazione con i comuni, le province, le regioni e con enti pubblici e privati, anche internazionali; curare e gestire, anche per conto e/o su incarico di terzi, le pubbliche relazioni nel campo musicale, artistico, dello spettacolo, dell'editoria; produrre o curare la produzione di periodici e riviste, su supporto cartaceo o informatico; istituire o curare la gestione di teatri; svolgere visite guidate nei musei, nelle città d'arte e nei palazzi d'epoca e di interesse culturale; pubblicare opere artistiche, culturali e didattiche; svolgere attività di beneficenza; affiliarsi a circoli, Enti o Federazioni nazionali ed internazionali; partecipare in qualità di socio ad altre Associazioni; effettuare il compimento di tutte le operazioni mobiliari, immobiliari, locative, finanziarie e di leasing che siano connesse allo scopo sociale e finalizzate al raggiungimento dello stesso.
Articolo 4 (patrimonio) L'associazione ha un suo patrimonio autonomo e distinto da quello dei singoli associati. Esso è finalizzato esclusivamente al raggiungimento degli scopi sociali. Finché dura l'associazione, nessun associato, neanche in caso di recesso o di esclusione, né gli eredi in caso di morte, né terzi creditori dei singoli associati potranno chiedere lo scioglimento o la divisione del patrimonio associativo, né la distrazione e/o la ripetizione di quanto conferito all'associazione. Il patrimonio è formato da: i contributi ordinari e straordinari degli associati; i proventi delle manifestazioni artistiche, culturali, sociali, educative, didattiche, ricreative, editoriali e culturali; le donazioni i lasciti degli associati e di terzi; i proventi derivanti da sponsorizzazioni di terzi, tra le quali anche società commerciali, banche e istituti finanziari; le contribuzioni e le partecipazioni dirette di enti e organismi sia pubblici che privati, anche internazionali, nazionali, regionali e comunitari; beni mobili e immobili; ogni altro tipo di entrata; rimborsi. I contributi degli aderenti sono costituiti dalle quote associative annuali, stabilite dal Consiglio Direttivo e da eventuali contributi straordinari stabiliti dall’assemblea, che ne determina l’ammontare. Le elargizioni in danaro, le donazioni e i lasciti sono accettate dall’assemblea che delibera sulla utilizzazione di essi in armonia con le finalità statutarie dell’associazione. È vietato distribuire anche in modo indiretto avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la durata in vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione siano previste dalla legge.
Articolo 5 (anno finanziario e bilancio) L’anno finanziario inizia il 1° Gennaio e termina il 31 Dicembre di ogni anno. Il Consiglio Direttivo deve redigere il bilancio preventivo e quello consuntivo. Che devono essere approvati dall’Assemblea ordinaria entro il mese di Marzo di ogni anno. Esso deve essere depositato presso la sede dell’Associazione entro i 15 giorni precedenti la seduta per poter essere consultato da ogni associato.
Articolo 6 (tipologie degli associati) Gli associati possono essere delle seguenti categorie: associati fondatori; associati ordinari; associati sostenitori; associati benemeriti; associati temporanei; Gli associati fondatori fanno parte degli associati ordinari e sono quelli indicati nelle persone di Giorgio Gibertini, Sara Orsini, Raffaella Leo. Gli associati ordinari sono gli associati fondatori e tutti gli altri che saranno cooptati dagli associati fondatori e da coloro che avranno acquisito la qualità di associato ordinario. La cooptazione è l'unico strumento per l'acquisto della qualità di associato ordinario. Gli associati ordinari sono gli unici ad avere diritto di voto nell'Assemblea. Gli associati ordinari devono versare annualmente una quota associativa non ripetibile, il cui ammontare è stabilito dall'Assemblea, la quale stabilisce anche il termine entro il quale deve essere fatto il versamento. La quota associativa non è trasmissibile ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non è soggetta a rivalutazione. Gli associati sostenitori sono coloro che vengono ammessi dall'Assemblea ad effettuare elargizioni libere. Essi devono osservare la norme di questo statuto ma non fanno parte dell'Assemblea e non hanno diritto di voto. Gli associati benemeriti sono coloro che si sono particolarmente distinti nel compimento delle loro funzioni e nel perseguimento degli scopi associativi. L'associato benemerito non fa parte dell'Assemblea e non ha diritto di voto, salvo che si tratti di associato ordinario. Gli associati onorari sono nominati dall'Assemblea tra personalità dell'arte, dello spettacolo, della musica, del giornalismo o dell'insegnamento. Essi non fanno parte dell'Assemblea e non hanno diritto di voto. Gli Associati temporanei sono coloro che di volta in volta vengono nominati dall'Assemblea per svolgere determinate funzioni o per fruire di determinati servizi. Essi durano in carica per il tempo stabilito dal Consiglio Direttivo e la nomina è rinnovabile. Non fanno parte dell'Assemblea e non hanno diritto di voto. La qualità di associato si perde per recesso, esclusione o morte e non è trasmissibile agli eredi.
Articolo 7 (doveri degli associati) Tutti i soci sono tenuti a rispettare le norme del presente statuto secondo le deliberazione assunte dagli organi preposti. In caso di comportamento difforme che rechi pregiudizio agli scopi o al patrimonio dell’associazione il Consiglio Direttivo dovrà intervenire ed applicare le seguenti sanzioni: richiamo diffida espulsione dall’Associazione. In particolare ogni associato ordinario ha l'obbligo di cooperare con la massima diligenza e con il massimo impegno agli scopi dell'associazione. Tale dovere non riguarda solo le mansioni di volta in volta affidate all'associato nell'ambito dei poteri a lui conferiti, ma egli è tenuto a mantenere sempre un comportamento degno dei principi a cui si ispira l’associazione e degli scopi che essa si prefigge.
Articolo 8 (cause di esclusione degli associati) La qualità di associato si perde: 1 per recesso; 2 per mancato pagamento, per due anni consecutivi, della quota associativa. Il Consiglio Direttivo, inoltre, potrà escludere gli associati, per le cause specificatamente indicate negli articoli del presente statuto, ed anche quando compiano, nei confronti dell'associazione o degli altri associati, atti di diffamazione, di ingiuria o calunniosi.
Articolo 9 (organi dell'associazione) Gli organi dell'associazione sono: a) l'Assemblea dei soci ordinari; b) il Consiglio Direttivo c) il Presidente - nominato, nel presente statuto, nella persona di Giorgio Gibertini. d) il vice presidente Raffaella Leo e) il Segretario e Tesoriere Sara Orsini Gli incarichi di cui ai superiori punti b) c) d) durano cinque anni e sono rinnovabili. Tutti gli incarichi devono essere affidati o rinnovati dall'Assemblea.
Articolo 10 (l'Assemblea) L'assemblea è composta da tutti gli associati ordinari ed è presieduta dal Presidente o, in caso di sua assenza e/o impedimento, da persona designata dall’Assemblea. Ad essa spettano tutte le decisioni relative all'attività dell'associazione, tra cui, solo a titolo esemplificativo, si indicano: le modalità per il raggiungimento degli scopi associativi; l'affidamento degli incarichi e dei ruoli associativi; l'esclusione degli associati; la nomina dei nuovi associati ordinari. L'Assemblea delibera mediante ordini del giorno che vengono approvati a maggioranza assoluta L’Assemblea nomina un Segretario della riunione. Le deliberazioni dell’Assemblea dovranno risultare da verbale sottoscritto dal Presidente dell’Assemblea stessa e dal Segretario. In prima seduta la votazione è valida se nell'Assemblea sono presenti almeno i due terzi degli associati aventi diritto di voto. In seconda convocazione, l'Assemblea è valida qualunque sia il numero degli associati presenti. L'Assemblea deve essere convocata dal Presidente, con qualunque mezzo idoneo, almeno otto giorni prima del giorno in cui si svolgerà la seduta. La convocazione deve contenere l'ordine del giorno. Ogni associato ordinario ha diritto ad un solo voto. Il voto si esprime per alzata di mano. E' ammessa la votazione segreta solo nel caso in cui tutti gli associati presenti ne facciano richiesta o aderiscano ad una richiesta in tal senso. Il voto è personale e in nessun caso può essere delegato, neanche ad un associato ordinario. Qualora si voti sull'esclusione di un associato questi non ha diritto di voto ma deve essere ascoltato. L'associato che non ha diritto di voto, in quanto si vota sulla sua esclusione, non può proporre la votazione segreta né aderire su una richiesta in tal senso.
Articolo 11 (il consiglio direttivo) Il Consiglio Direttivo è composto dai tre soci fondatori ed è validamente costituito quando siano presenti due membri, le deliberazioni sono valide se prese a maggioranza dei voti dei presenti. In caso di parità prevale il voto di chi lo presiede. Il Consiglio Direttivo è l’organo esecutivo dell’associazione. Si riunisce almeno due volte all’anno ed è convocato da: il Presidente; Da almeno due componenti su richiesta motivata; Da almeno il 70% dei soci su richiesta motivata e scritta. Il consiglio direttivo ha tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione.
Articolo 12 (il presidente) Il presidente ha la rappresentanza dell’Associazione nei confronti dei terzi ed in giudizio e potrà resistere in giudizio, esegue le delibere del Consiglio Direttivo, vigila sul rispetto delle norme dello statuto, presiede l’Assemblea ed il Consiglio Direttivo. Può nominare procuratori speciali per singoli atti o categorie di atti.
Articolo 13 (attività in concorrenza) Le attività, i progetti e tutti i lavori realizzati dagli associati per conto dell'associazione, devono essere sempre presentati ed utilizzati a nome dell'associazione stessa, anche quando questi siano frutto di un lavoro del singolo associato, purché realizzato per conto dell'associazione. Sono salvi i diritti morali d'autore e quelli sulla paternità dell'opera. I singoli associati possono però svolgere attività in proprio nome e per proprio conto, anche in concorrenza con l'associazione, quando sussistano contemporaneamente tutti i seguenti elementi: deve trattarsi di attività svolta personalmente da uno o più associati, ma non da tutti; deve trattarsi di attività non svolta per conto dell'associazione; deve trattarsi di attività non affidata, all'associato, dall'associazione; deve trattarsi di attività non concordata con l'associazione; non devono essere utilizzate opere o lavori che siano frutto del lavoro dell'associazione. La violazione del primo capoverso del presente articolo comporta l'esclusione dell'associato. Nel caso in cui un associato receda dall'associazione o venga escluso, potrà impedire all'associazione la utilizzazione di opere realizzate con il suo contributo, qualora risulti evidente che quella parte di opere e lavori siano frutto del suo esclusivo contributo. Contrariamente qualora non siano individuabili i singoli contributi alle opere o progetti realizzati, l’associazione avrà diritto esclusivo all’utilizzo. Sono salvi comunque i diritti morali d'autore e quelli relativi alla paternità dell'opera.
Articolo 14 (opere in collaborazione) Nel caso di opere realizzate in collaborazione tra più associati, dovranno sempre essere necessariamente indicati e specificati i singoli contributi, tanto sull'opera realizzata quanto al momento della registrazione presso la S.I.A.E.
Articolo 15 (scioglimento) L'associazione ha durata illimitata. Lo scioglimento deve essere deliberato dall'assemblea straordinaria all'unanimità. Il patrimonio residuo deve essere devoluto ad associazioni con finalità analoghe o con fini di pubblica utilità, sentito, se occorre, l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della legge 26 dicembre 1996 n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
Articolo 16 (cariche elettive) Tutte le cariche elettive sono gratuite. Ai soci eletti compete solo il rimborso di spese varie regolarmente documentato.
Articolo 17 (foro competente) Per ogni controversia tra associati, relativa all'associazione, sarà competente il Foro di Roma.
Articolo 18 (norme finali) Per quanto non previsto dal presente statuto si applicano le norme di legge e del codice civile e di un regolamento interno che può essere stilato dal Consiglio Direttivo
Roma,15/04/2007
GIORGIO GIBERTINI SARA ORSINI RAFFAELLA LEO |
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