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July 25 SCELTO PER VOI - TUTTI VOSTRI?Dal libro “Tutti vostri? – Viaggio nel mondo delle Famiglie Numerose” A cura di Regina Florio e Mario Sberna Edizioni Messaggero Padova
Una delle tante domande giunte alla Associazione Famiglie Numerose (minimo 4 figli)
Un problema, vi prego, ditemi almeno un problema. Ditemi che i figli litigano, si scannano, ditemi che non sapete come gestirli, ditemi che non li sapete educare e crescere, che non riuscite a dedicare tutto il tempo che merita ciascuno di loro. Ditemi che non ce la fate! LETTERA FIRMATA
Infatti, noi non ce la facciamo, ce la fanno loro da soli! Prendi per esempio il bagnetto. Il primo bagnetto del primogenito è una cerimonia che si svolge una sola volta nella vita, per fortuna. Il livello di apprensione dei due genitori è ai massimi di guardia e basta una minima indecisione per far scattare l’allarme. La temperatura dell’acqua è uno dei fattori cruciali: un errore di pochi decimi di grado e il bambino è rosso fuoco. Ma tranquilli, esistono costosissimi termometri progettati apposta per questo scopo: antiurto, galleggianti e dotati di un’inerzia infida e difficilmente prevedibile. Siete due gradi sotto, aumentate la calda, il termometro sta fermo per un po’, quindi parte e si ferma due gradi sopra; aumentate la fredda, si ricomincia. Ho sentito di gente che ha fatto fuori dei boiler da caserma per riempire una vaschetta da dieci litri. In acqua poi il bambino viene trattato a quattro mani, con le varianti di sei o otto mani se ci sono una o due nonne presenti. Con il secondogenito scompaiono il termometro, il papà e le due nonne: mamma puccia il gomito e giudica ad occhio. La posizione del bambino viene corretta solo quando comincia a bere. Con il terzogenito si usa la tattica del polipo: lo si immerge direttamente, se le gambine arricciano vuol dire che è troppo calda, se diventa smorto è troppo fredda. Credo che nessuno abbia mai lavato i figli dal quarto in poi, è noto che si arrangiano da soli o al massimo ci pensano i fratelli. Mamma interviene solo per una passata al lavasecco prima di Natale, per togliere le macchie più evidenti. Col pannolino, stessa cosa. Le aziende che producono pannolini fanno soldi solo con i primogeniti. Il primogenito infatti lo controlli per definizione dopo ogni poppata, ogni volta che senti un rumorino, ogni volta che una nonna sente un rumorino (anche per telefono), ogni volta che senti un odorino, ogni volta che una nonna sente un odorino (anche per telefono), ogni volta che non sai cosa fare. Apri, niente, ma il pannolino lo cambi lo stesso. Con in secondogenito cambi il pannolino appena prima che i vicini di casa chiamino il camion per gli spurghi pensando che sia un problema di fossa biologica. Il terzo, il pannolino se lo cambia da solo e pedalare. Dal quarto in su i pannolini o se li comprano oppure vasino. Per quanto riguarda l’alimentazione, il primogenito mangia ogni 2 ore, giorno e notte. Tra un pasto e l’altro talvolta dorme, ma siamo talmente in ansia che non si ingozzi con il vomito che ci alziamo comunque ogni cinque minuti per vedere se respira. Il tempo di reazione al suo pianto è di 0,5 secondi netti. Il secondo mangia ogni quattro ore, la notte anche sei e, tra un pasto e l’altro, dorme come un tonno; il tempo di reazione al suo pianto va dai 3 ai 15 minuti. Dopo la nascita, come è noto, i casi sono due: o allattamento al seno o biberon. L’allattamento al seno presenta molti vantaggi, è più sano, più naturale, il latte è sempre pronto alla temperatura giusta, il seno è per definizione sterilizzato e resta una mano libera. L’allattamento al biberon prevede viceversa l’uso di due mani, una che regge il bambino, l’altra che regge il biberon. La questione è di secondaria importanza per le prime poppate del primogenito, durante le quali rimirate rapiti con sguardo ebete il vostro virgulto, attenti a che non scenda una goccia di latte sulla guancia, e che la tettarella sia sempre piena acciocché non abbiano a formarsi bolle d’aria nel pancino, noncuranti del fatto che sono le 3 del mattino, ci sono 12 gradi e voi siete in mutande e canottiera, travolti dal pianto isterico di quel delizioso pulcino. Con il secondo qui venti minuti che dura mediamente una poppata diventano eterni. Dopo 30 secondi cominciate a guardarvi in giro sconsolati alla ricerca di qualcosa da fare e soprattutto del modo per farlo. Quei 90 centilitri di latte glieli sparereste giù col compressore. Di solito in queste situazioni ci si trova sul divano del salotto e la prima tentazione è quella di accendere la televisione, ci sarà pure qualche cosa da vedere. Per una delle leggi di Murphy il telecomando si trova sempre alla distanza di Tantalo, vicino ma irraggiungibile. E poi, anche se fosse raggiungibile, bisogna liberare una mano. Gli stratagemmi sono svariati: quello che viene più naturale è cercare di reggere il biberon con il mento, esercitando una leggera pressione. I figli degli appassionati di questa tecnica soffrono spesso di palatoschisi. Viceversa si può liberare la mano che regge il bambino, tenendolo con l’incavo del braccio. Alla fine ci si ingegna, si recupera il telecomando con un piede esibendo uno snodo tipo Heather Parisi, si libera una mano e si zappa, finalmente. Nel frattempo il biberon è orizzontale da 10 minuti, il bambino ha ingurgitato aria sufficiente a farlo andare di aria per tutta la notte e si prepara a due ore di coliche coordinate e continuative. Il terzo figlio impara prestissimo a reggersi il biberon da solo mentre sembra che il quarto esca spesso per andare al ristorante. Ma il clou delle differenze tra figli, è nel settore “documentazione”. Del primogenito si documenta tutto. Esistono addirittura delle specie di diari con gli appositi spazi per annotare giorno per giorno tutti i parametri vitali del bambino, foto graduate, pagine speciali per glie venti eccezionali, il primo dentino, la prima parola, i primi passi. A volte c’è anche uno spazio feticista per appiccicare ciocche di capelli o altri pezzi del bambino stesso. Una mamma ha gabellata in testa a vita tutta la curva di crescita del suo primogenito, come un gigantesco file Excel. Con il secondogenito scompare il squadernino, e con questo anche ogni tracciabilità. Il suo grafico di crescita è un gradino: prima non c’era, adesso c’è. Dal terzo in poi dati non pervenuti. E la nanna? Il primogenito si divide tra una culla principesca e il lettone, mamma e babbo estasiati che lo vegliano tutta la notte. Il secondo quando cresce va a letto con il primogenito che gli legge una favola a notte. Il terzogenito, quello che mangia quando può, va a letto con i primi due, che si inventano favole appositamente per lui. Dal quarto in poi dormono con i fratelli maggiori direttamente in discoteca.
Buone vacanze.
Giorgio Sara Mauro Massimo Gibertini July 12 SCELTE PER VOIPapà, c'era un bambino in carrozzella
nun moveva le braccia
e co' la faccia
guardava sempre verso su' sorella
Papà, perchè è così?
- Mah! Nun te lo so dì!
Forse li genitori hanno sbajato
quanno l'hanno comprato.
- Perchè, quanno se compreno i neonati,
se po' sceje tra i sani e l'ammalati?
Embè! 'Na vorta no, nun se poteva,
ma ora, co' la scienza che ce sta
un gran sacco di cose se po' fa'!
Papà, si fosse mio quer fratellino,
lo vorrei portà io cor carrozzino.
- Ma chè se' matto? Tu non sai che dici:
questi pe' tutta la vita so' infelici
e, se a scienza così lo consijasse,
mejo falli morì prima de nasce.
- Papà, la scienza che sa tutto,
invece che morì,
perchè no i fa guarì?
E poi quer bimbo era sereno in viso,
co' su' sorella era tutto un sorriso!
A signora qui accanto che cià tutto
ha un vorto tanto triste e così brutto!
- Fio mio... la scienza è un gran calcolatore:
cià a testa grossa, ma je manca er core! July 02 GIOVEDI 5 LUGLIO SECONDO ASSAGGIOINVITO GIOVEDI 5 LUGLIO 2007 ORE 19 PRESSO LIVE CAFE' DI CORSO TIESTE 196/198 PER IL SECONDO ASSAGGIO SARA' PRESENTE IL POETA SCRITTORE
LIBERALE BURACCHINI CON IL LIBRO
NON PUOI FERMARE IL VENTO
CURRICULUM Liberale Buracchini, dopo una vita professionalmente dedicata alla Pubblica Amministrazione, impiega il suo tempo, ormai pieno, nell’amore alla poesia, divenuta passione intensa nel grande cuore di Roma che sa ancora donargli pulsioni ed emozioni tra cui non manca la voce chiara della trascendenza in molteplici forme di mistica grandezza. Senza dimenticare la madre terra senese, che scocca ancora la scintilla di tante sue liriche. Il tutto raccolto in Come da un sogno - Pacati arperggi - Respiro di azzurro - Emozioni dalla memoria. Vincitore a campione: Lizza d’oro 1984 - Targa d’argento Calliope 1986 - Città di Venezia 1991 - L’uomo e il futuro 1999/2002 - CAPIT ‘Terzo Millennio’ - ‘Mario Luzi Città di Siena’ Inedita 2006 - Premio Borgo Ligure Edita 2006. GIUSEPPE ANZANI: C’è, nella poesia di Buracchini, un occhio contemplativo che sa fissare il particolare, ma insieme abbraccia l’orizzonte; s’immerge nelle segrete rivelazioni delle cose - paesaggi, uomini, eventi, opere, arti - e con istintiva dolcezza sempre le raccorda a quell’infinito cosmo che ne illumina la misteriosa armonia. In ogni frammento scintilla l’identico indivisibile mistero dell’essere. |
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