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日志


11月26日

Scegliere per la vita di Eluana si può

Il Sorriso di Moira, miracolo dell'Amore. Stampa E-mail

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Da nove anni in coma vigile, è accudita dai genitori Faustino e Giovanna. Il dramma dopo una gravidanza: lei colpita da embolia e la bambina morta. Contro il parere di tutti, Papà e Mamma  la riportano a Casa. Ora riesce a deglutire ed è nutrita per bocca. Un fatto inpensabile per gli stessi medici.


Articolo comparso su Avvenire del 23 Novembre 2008

Di Enrico Viganò

E’ vero, l’amore può fare miracoli. Per averne una prova, basta entrare nella casa di Faustino e Giovanna Quaresmini a Nova Milanese. Qui l’amore lo si respira. Qui l’amore ha un nome: Moira, la figlia di 39 anni, da nove anni in coma vigile, una sindrome nota anche come stato vegetativo persistente. E’ accudita dai genitori, aiutati dagli operatori dell’Asl per l’assistenza igienico-sanitaria e fisioterapica.

Moira, nel suo negozio di parrucchiera prima dell'accaduto

 Moira, nel suo negozio di parrucchiera, prima dell'accaduto

Moira fino al 12 gennaio del 2000 era una bella ragazza felicemente sposata e con un negozio di parrucchiera a Senago. Era al nono mese di gravidanza.  La visita ginecologica effettuata lo stesso giorno era stata rassicurante. Quella notte, però, perde le acque e a causa di un’embolia amniotica entra in coma. In ospedale  viene sottoposta al taglio cesareo. Nasce una bambina di 4 chili, Asia, che, purtroppo, muore pochi minuti dopo. La mamma resta in terapia intensiva  prima all’ospedale di Desio, poi di Seregno e quindi di Erba. Ovunque i medici sono concordi: solo un miracolo potrà salvarla! I genitori vogliono credere al miracolo e, contro il parere di tutti,  portano Moira a casa propria. Il papà Faustino, che di professione faceva il capomastro,  ristruttura la casa a misura di Moira: “La nostra casa – dice Faustino Quaresmini, di 67 anni  – i primi due anni sembrava un ospedale. In casa è stata perfino operata per un’infezione causata dal cibo fuoriuscito dalla PEG (Gastrostomia Endoscopica Percutanea)”.  Superato il problema della PEG, ecco presentarsene un altro. Moira inconsapevolmente si morde la bocca, procurandosi ferite e infezioni.  Si rende necessario il ricovero in ospedale. “Acconsentire che le venissero asportati tutti i denti, è stata una decisione molto sofferta - dice la mamma Giovanna Melon, di 60 anni  - Dopo questo intervento, però,  abbiamo potuto iniziare a porgerle dei cucchiaini con acqua o succo di frutta. Ma quante ore, anzi quanti giorni ho impiegato”.  Ora Moira, cosa impensabile per gli stessi medici, riesce a deglutire e a essere nutrita per bocca. E in nostra presenza, Giovanna appoggia sulle labbra della figlia il cucchiaino con il succo di frutta. Moira deglutisce lentamente il

 Moira adagiata sul lettino appositamente realizzato per lei
 Moira adagiata sul lettino appositamente realizzato per lei
Moira, adesso, con i suoi genitori
 Moira, adesso, tra l'affetto dei suoi genitori

liquido. E così di seguito. Al termine la mamma stampa un ennesimo bacione sul viso della figlia. Moira sorride. Un sorriso appena accennato. Ma è un sorriso. “La prima volta che mi ha sorriso quattro anni fa– racconta Giovanna – mi sembrava di sognare. Mi dicevano che ero fissata. Ho parlato con il medico, che mi ha rassicurata. Sì, sorride e riconosce le voci. Di una cosa sono certa: se fosse stata in una struttura ospedaliera Moira non avrebbe raggiunto questi risultati, e non sarebbe riuscita a nutrirsi senza sondino. Sì, il sondino lo porta ancora, ma solo per l’idratazione”.

Moira è alimentata dall’amore di tutta la famiglia. Con lei c’è sempre qualcuno: la nonna Rosa di 88 anni, il fratello Luigi e il nipotino Luca. E soprattutto i genitori: Giovanna e Faustino sono l’emblema della gioia. I loro visi sono sempre radiosi. Visi di chi, pur nella fatica di ogni giorno, ha saputo amare e accettare la malattia della figlia:  “Noi siamo felici di non aver ascoltato i medici – dice Faustino – e di aver voluto assistere Moira anche se in stato vegetativo in casa nostra. Non siamo degli eroi. Siamo solo dei genitori. E un genitore non può abbandonare la propria creatura. Nostra figlia ha lo stesso quadro clinico di Eluana Englaro, con la sola differenza che Moira è curata in casa da noi genitori. Moira, pur nelle sue condizioni, è viva e sono convinto che ci sente.  

 "Siamo felici si aver voluto assisterla da noi, anche se in stato vegetativo. Non siamo eroi, solo genitori.
E un genitore non può abbandonare la propria creatura..."

Ma come potrei in coscienza sospendere l’alimentazione? E’ impensabile. Vorrei invitare tutti coloro che hanno un famigliare in coma vigile a non lasciarlo in ospedale, ma ad assisterlo nella propria casa, perché l’amore può fare quei miracoli che la scienza non può fare”.

“Adesso – aggiunge la moglie Giovanna – non ci sembra vero, ma quanto abbiamo sofferto! Io e Faustino non frequentavamo molto la chiesa. Abbiamo iniziato ad entrare in chiesa negli ospedali di Desio e di Seregno. Un grande aiuto ci è stato dato dai cappellani e dagli amici di Radio Mater di Erba. Mentre ascoltavamo casualmente la trasmissione “A cuore aperto”, mio marito osservava: vedi Giovanna, non siamo i soli ad avere certi problemi. E così abbiamo iniziato a riprendere fiducia e a pregare molto. Quando ci è possibile, ci rechiamo a Erba, a trovare gli amici di Radio Mater, e portiamo anche Moira”. Giovanna e Faustino non si sono arresi all’idea di tenere Moira sempre relegata in casa. Hanno acquistato un pulmino predisposto per il trasporto degli allettati e tra la meraviglia di tutti portano Moira in chiesa e anche al mare, a Borghetto, con l’Unitalsi. 

11月20日

TUTTO IL CONVEGNO - FILE AUDIO

dal sito www.radiomater.com tutto l'audio del convegno Liberi di Vivere a Nomadelfia in Roma

http://www.radiomater.org/it/Archivio-Audio/Trasmissioni/Tavola-Rotonda-Liberi-di-vivere.html
11月19日

Intervento del nostro presidente a convegno Liberi di vivere del 18 11 08

LIBERI DI VIVERE – Roma 18 novembre 2008

Intervento di apertura del presidente Giorgio Gibertini

 

 

Carissimi amici qui presenti a Roma e soprattutto carissimi amici che ci ascoltate grazie alle frequenze nazionali di Radio Mater, benvenuti in questa serata intitolata “Liberi di vivere”.

 

Mi sia permesso anzitutto di ringraziare i nostri ospiti, ovvero la comunità di Nomadelfia qui rappresentata dal gruppo familiare Giovanni Paolo II e soprattutto da Mamma Irene, prima mamma di vocazione a seguire don Zeno Saltini in questa sua opera. La vostra ospitalità sono ancor di più testimonianza ed adesione all’appello Liberi di vivere

 

Ringrazio poi don Mario Galbiati e tutta Radio Mater che anche questa volta hanno permesso alla nostra flebile voce di raggiungere il mondo intero, aderendo anche loro, ed amplificando, l’appello Liberi di vivere.

 

Ringrazio l’amico on. Antonio Palmieri, amici di lunga data, rincontratici a Roma provenienti da due percorsi differenti ma sempre con ideali comuni.

 

E soprattutto ringrazio Mario Melazzini, presidente di Aisla, per la sua continua battaglia per la vita, affinché le persone malata di Sla (Sclerosi Lateriale Amiotrofica) possano vivere con dignità e libertà, e grazie per la forza che hai di trascinarci continuamente dietro la tua carrozzella.

 

Che cosa chiede Mario Melazzini?

Di vivere!

Punto.

Nient’altro.

Rivoluzionario vero?

In questo libro, in questo appello al Presidente della Repubblica, si trovano parole semplici ma oggi, in questo mondo a rovescio, ultra rivoluzionarie e ne citiamo alcune a modi introduzione:

 

La malattia, la sofferenza e la morte sono inevitabilmente parte della vita di ogni essere umano.

Poiché nessuna condizione di salute toglie dignità alla vita umana, in una società davvero libera, solidale e democratica, malattia e sofferenza non possono e non devono diventare motivo di solitudine, abbandono, emarginazione e discriminazione sociale del malato e della sua famiglia…

Pur nei limiti imposti dalla loro condizione, i malati e loro famiglie vogliono poter continuare la loro vita con dignità e in libertà. Essi non sono un peso per la società, ma sono per tutti un esempio di coraggio e di capacità di

vivere, che le istituzioni a ogni livello, nazionale e locale, devono sostenere e promuovere.

Per questo motivo, chiediamo al Presidente della Repubblica di esercitare l’autorevolezza che gli deriva dall’essere il Capo dello Stato e il garante di tutti i cittadini affinché le istituzioni tutte, a ogni livello:

  1. Pratichino un riconoscimento concreto, tramite investimenti di tipo economico e di promozione culturale, della dignità dell'esistenza di ogni malato, con particolare attenzione ai malati di sclerosi laterale amiotrofica.
  2. Intervengano con adeguate misure legislative e regolamentari per dare ogni cura e sostegno utili a combattere il dolore e a garantire che ogni malato possa ricevere cura sostegno.
  3. Sostengano le associazioni di malati e più in generale le organizzazioni che si impegnano nello stare accanto ai malati e alle loro famiglie.

In questi ultimi anni il dibattito pubblico e la richiesta alle istituzioni si è incentrata sulla richiesta della libertà di poter morire. Ciò che noi chiediamo alle istituzioni è che i malati e le loro famiglie siano finalmente messi nelle condizioni di essere liberi di vivere.”

 

Verrebbe da dire, al termine della lettura di questo appello: ma c’è bisogno di chiederle queste cose? C’è bisogno di scomodare il Presidente della Repubblica?

Evidentemente si!

Purtroppo qui abbiamo persone che, nella loro condizione precaria di salute, non riescono a trovare ascolto dalle Istituzioni, e peggio ancora dai media, solo perché vogliono vivere: solo perché vogliono vivere.

E questo succede oggi, in Italia.

Allora io mi rivolgo a voi amici, a tutti gli ascoltatori, ai politici ed agli amici presidenti di varie associazioni qui presenti e che poi interverranno, ai colleghi giornalisti qui presenti e non solo, a tutta la gente di buona volontà e buon senso e voglio dirvi BASTA, BASTA, BASTA, è finita la ricreazione delle coscienze, svegliamoci, la Deriva è già in atto, gli argini sono rotti, ci tocca risalire a fatica la corrente.

Io sono stanco di vivere in uno stato che permette per legge 300 aborti al giorno, che condanna a morire di fame e di sete una nostra concittadina e abbandona nell’indifferenza altri nostri concittadini e la loro malattia.

E’ tempo di reagire e per quello che mi riguarda da oggi non starò più solo a guardare e per quello che può contare, carissimo Mario e carissimo Antonio, consideratemi dalla vostra parte sempre per promuovere non solo l’appello ma una cultura che permetta a tutti di essere Liberi di vivere, da concepimento a morte naturale.

                                                                           Giorgio Gibertini

11月14日

anche per Eluana

MARTEDI 18 NOVEMBRE 2008
alle ore 21 a Nomadelfia Roma (via del Casale di San Michele 46) l'amico Antonio Palmieri presenterà il libro e la raccolta di firme

LIBERI DI VIVERE... anche per Eluana
www.liberidivivere.it


per dare agli amici malati di Sla (come Mario Melazzini) le possibilità di cura e la possibilità di continuare a vivere.

Tutto questo sarà supportato da una raccolta di firme per sollecitare il Presidente Napolitano ad una maggiore attenzione anche verso chi è malato e non vuole morire ma VIVERE.

Giorgio Gibertini
presidente di Ad Maiora
in collaborazione con Centro di Aiuto alla vita di Roma
11月11日

AD MAIORA SOSTIENE LIBERI DI VIVERE

MARTEDI 18 NOVEMBRE 2008 alle ore 21

a Nomadelfia Roma (via del Casale di San Michele 46) l'amico Antonio Palmieri presenterà il libro e la raccolta di firme

LIBERI DI VIVERE
www.liberidivivere.it


per dare agli amici malati di Sla (come Mario Melazzini) le possibilità di cura e la possibilità di continuare a vivere.

Tutto questo sarà supportato da una raccolta di firme per sollecitare il Presidente Napolitano ad una maggiore attenzione anche verso chi è malato e non vuole morire ma VIVERE.

Giorgio Gibertini
presidente di Ad Maiora

11月3日

Il nostro Presidente a Milano

PROGRAMMA DUE GIORNI GIOVANI

UFFICIALIZZO IL PROGRAMMA DELLA "DUE GIORNI GIOVANI" CHE SI TERRA' A MILANO L'8 E IL 9 OTTOBRE.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: movitmilano@gmail.com e Federico 3333698304

PROGRAMMA:

Sabato 8 novembre 2008

ore 10-13: Università Cattolica

Apertura dei lavori: Avv. Franco Vitale, Presidente Federvita Lombardia
Saluto dei responsabili di Movit e Mpva

"IL PRIMATO DELLA VITA"
Tavola rotonda
Intervengono:
- Paolo Sorbi Sociologo e Presidente dell'MVA
IL PRIMATO DELLA VITA: Aspetti sociologici
- Giacomo Samek Lodovici
Università Cattolica:
Il fondamento del diritto alla vita nel 60o anniversario della DichiarazioneUniversale dei Diritti dell'uomo
- Maurizio Crippa giornalista de Il Foglio
LA VITA nella comunicazione: informazione – disinformazione, Come l'informazione può contribuire alla cultura della vita
- Benedetta Foà, psicologa/ counselor:
Il primato della vita: la negazione della vita e il ritorno alla speranza
Modera:
- Paolo Picco vicepresidente Federvita lombardia
Pranzo presso Pizzeria la Combriccola
Costo: 12 euro

Ore 15.30-15,50:
Santa Maria delle Grazie
Presentazione della Petizione Europea
Interviene:
- Elisabetta Pittino, responsabile giovani Lombarida

Ore 16.30-18.30
“A 30 della L. 194: quello che noi giovani possiamo fare” : tavola rotonda dei giovani pro vita.
Intervengono:
- Giorgio Gibertini
- Natalia Marrese
- Simona Calzavara

Modera: Leo Pergamo

Ore 19.30
Happy hour: AperiVita al Caffè Savona
Costo: 7 euro

Ore 21.00
In scena la Vita di Cinzia e Antimo
(in fase di organizzazione)