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日志


1月29日

INTERVENTO GIORGIO GIBERTINI AL CONVEGNO CON GIULIANO FERRARA

Aborto lo scandalo supremo del nostro tempo

 

 

Carissime ascoltatrici ed ascoltatori, amici ed intervenuti in questa serata qui a Nomadelfia, sede di Roma, e soprattutto, carissimo direttore Giuliano Ferrara, grazie, grazie della vostra presenza in questa convegno, attorno a questo tema, attorno al figlio concepito.

Un grazie “fraterno” al Popolo di Nomadelfia, ai responsabili di Roma che ci danno calorosa ospitalità, al resto della Popolazione che ci segue da Grosseto grazie a Radio Mater. Ho fortemente voluto che questa manifestazione si svolgesse qui perché qui, da voi, o Nomadelfi, si concretizza l’accoglienza alla vita in ogni sua forma, soprattutto quella più debole e indifesa che è la vita nel grembo materno. Nella vostra casa, con la vostra protezione, sotto lo sguardo vigile ed amoroso del nostro don Zeno, questo Convegno trova il suo ideale svolgersi.

Un saluto affettuoso agli ascoltatori di Radio Mater coi quali ormai ci conosciamo da qualche anno e che hanno cominciato a conoscere, non solo la mia voce, ma anche il mio modo di pensare ed i temi loro proposti che sono spesso motivo di discussione e di tanti interventi telefonici in diretta. Sul grande tema della Moratoria sull’aborto gli amici ascoltatori di Radio Mater hanno già avuto modo di esprimersi e di portare la loro adesione e testimonianza. Saluto e mando un abbraccio al fondatore e responsabile di Radio Mater, don Mario Galbiati, e lo ringrazio per lo spazio che sempre concede al tema della vita.

 

Soprattutto, e mi capirete, cari amici, il mio ringraziamento più grande va a lei, Direttore, che questa sera onora la nostra piccola associazione culturale la quale, grazie alla sua presenza, ottiene nuovo slancio e vivacità ed anche un accreditamento fino a poco fa insperato.

 

Il 19 dicembre scorso, da fedele fogliante, sono sobbalzato sulla sedia nel leggere il suo editoriale dal titolo “Appello, ora la moratoria per l’aborto”. Non ci credevo. L’ho riletto. E l’ho riletto ancora più volte in questi giorni per carpirne i segreti, per scrutarne i messaggi tra le righe, per sentirne la dolcezza di una prosa leggera e precisa quasi fosse un brano da imparare a memoria.

 

Le confesso, Direttore, che pur non conoscendola mi sono spesso immaginato, giorno dopo giorno, lei che quella sera scrive quelle parole e le verga col ghigno perfido ed amorevole di chi sa che l’indomani rimescolerà ancora le carte in tavola ma non per buttarla in caciara, come si dice qui a Roma, ma per l’amore verso quella gente che sta attorno al tavolo di gioco su questa terra.

 

Mi sono immaginato spesso la sua Redazione, i commenti dei suoi collaboratori, che non conosco, ma soprattutto lei con in mano dispacci di agenzia per godersi i primi commenti e la gioia di aver rimesso a terra i salti di gioia di chi, giustamente esultava per la moratoria sulla pena di morte, ma da sempre, incredibile anomalia italiana, si era e si è dimenticato del bambino condannato a morte nel grembo materno.

Le confesso, Direttore, che quella sera ho portato a casa il suo editoriale e l’ho sistemato nel Presepe che con Sara, mia moglie, ed i miei figli, avevamo appena allestito. Sono anche andato oltre. In Radio, nella diretta del primo gennaio, ho definito questo suo editoriale come il bambinello nel Presepe 2007. Ora assieme vogliamo aiutare questo bambino a crescere, a farlo nascere.

Da 19 anni sono nel Movimento per la vita italiano. Tutti noi del Movimento sapevamo che il 2008 sarebbe stato un anno di manifestazioni e di “celebrazioni” per i trenta anni della legge 194 che, nel 78, ha legalizzato l’aborto in Italia. Lei, con quel suo editoriale, non ci ha fatto passare vacanze tranquille ma ha anticipato il 2008 di 12 giorni! Ci ha dato una sveglia, lo ammetto, e forse ne avevamo bisogno: grazie Direttore.

Non voglio rubare molto spazio ai tanti amici intervenuti per ascoltarLa, per capire da vicino che cosa sia questa Moratoria sull’aborto, per valutarne l’efficacia, la possibilità di realizzazione, per scrutare nel suo animo se vi alberga la sincerità o la convenienza. Qui stasera ognuno ha portato il suo bagaglio di esperienze, il suo desiderio di confronto, e voglio lasciare spazio il più possibile agli intervenuti ed a lei affinché ci sia una relazione, un incontro.

Ma mi sia consentito porre alcune riflessioni e domande per dare il via al nostro incontro.

Scandalo supremo del nostro tempo.

Personalmente condivido molto l’impostazione che lei ha dato a questa campagna. Nel mio piccolo, durante il mio girovagare per l’Italia in piccole conferenze, ho sempre parlato che il problema è l’aborto, non le Leggi. Liberiamoci dell’aborto in tutto il mondo, facciamo si che nessuna madre vi ricorra più, per nessun motivo, vinciamo la battaglia dal punto di vista culturale e lasciamo alle femministe abortiste il vessillo vuoto delle leggi in cui incartare il loro prezzemolo. Tra l’altro so che recentemente è stato vittima di un assedio, a colpi di prezzemolo, sotto la sua Redazione. Le siamo vicini anche se so che lei non ha bisogno della nostra protezione però è sconvolgente come un certo mondo non voglia neanche parlare dell’aborto e si arrocca dietro lo scudo di una legge intoccabile e non solo non ci lascia parlare, ma neppure vuole ascoltare! Qualche vetero femminista in giro, nei dibatti, la si trova sempre… come il prezzemolo infatti. Ma per questo splendida è stata la sua intuizione di andare oltre, di superare gli steccati di una legge e puntare a qualcosa di più grande e questo, a noi giovani soprattutto, ha aperto il cuore.

Con chiarezza e sincerità lei parla dell’aborto come un omicidio. Punto. Non per condannare le donne o per richiedere l’ergastolo per chi lo commette. Mi è piaciuta molto la sua definizione di omicidio. “Non è la cancellazione del passato, quella è impossibile. E’ la negazione del futuro. E dunque, non esiste omicidio più perfetto della soppressione di un embrione nel grembo della madre”.

Un inciso vorrei farlo sulla contraccezione perché, come tutti ormai sapete, i difensori dell’aborto stanno cercando ancora una volta di inquinare le acque parlando di contraccezione e di moratoria sulla contraccezione. Ma in che paese vivono? Non frequentano gli Autogrill? Le farmacie? E’ più facile ormai trovare i preservativi nella macchinette che un pacchetto di caramelle! Ma se per contraccezione intendono la pillola del giorno dopo e la Ru486 allora non ci faremo ingannare perché questo è aborto non è contraccezione. Caro Direttore, lei e il suo giornale vi siete sempre spesi, con ottimi editoriali, nello smascherare le falsità della cosiddetta contraccezione d’emergenza e della pillola del mese dopo. Non ci lasceremo ingannare. Voglio gridarlo anche io come titola il libro da lei edito: fate l’amore non l’aborto! Spenda soldi, cara ministro Turco, non per spot in cui dice “mettiti un preservativo e fa quello che vuoi” ma provi, se ne è capace, a parlare dell’amore, che non odora di lattice, ma del donarsi e del rispettarsi reciprocamente. Possibile che non si possa più parlare di bimbi, di figli, di amore?

Ho letto ogni giorno le lettere che sono arrivate al suo giornale e che ora anche ripubblicate nei libri (che anche stasera sono a disposizione) e vi ho visto dietro tanti giovani, quelle generazioni che la 194 non l’hanno votata, l’hanno subita, se la sono ritrovata ed alcuni sono dei sopravvissuti.

Facciamo un po’ di calcoli. La legge è del 1978 e nel 1981 si tentò di abrogarla con un Referendum Nel 1981 poterono votarla, contrastarla coloro che erano nati prima del 1963. Oggi siamo nel 2008 ed il diritto di voto ce l’hanno le persone, uomini e donne, nati dopo il 1990. Quindi dal 1963 al 1990 vi sono 27 anni di persone, oggi anche loro madri e padri, che questa legge se la sono trovata, l’hanno subita, non hanno potuto contrastarla nell’81, sono sopravvissuti all’aborto perché nati dopo il 1978… ecco tutta questa gente ha un’opinione diversa sull’aborto e sulla legge e vuole esprimerla e si sta esprimendo unendosi al Popolo della Vita.

Scandalo supremo del nostro tempo per noi giovani e, le donne e madri qui presenti me lo concederanno, per noi padri.

Direttore, seguendo giorno dopo giorno l’evolversi della Moratoria abbiamo tutti potuto apprezzare la sua sincerità, il suo mettersi a nudo, il suo giocarsi tutto parlando del proprio digiuno liquido e dei tre aborti passati in cui è stato anche “complice”.

Vi ho scorto il grido di tanti padri che telefonano in Radio o che ci scrivono lettere impotenti davanti a questa “schizofrenica e grottesca ideologia della salute  della Donne”.

Tanti anni fa a Bolzano, mentre raccontavo l’antilingua insito nella Legge 194 e dicevo di come il Padre del bambino non è per nulla considerato, a meno che la madre non consenta un suo consulto, un giovane liceale, Matteo, lanciò l’astuccio sul tavolo ed interrompendomi disse: ma questo non è possibile!

Ma questo non è possibile lo ripeto ancora io oggi!

Padri sottomessi e schiacciati ed uccisi, coi loro figli, davanti a questa delega di pieni poteri delle donne. Tutto questo ha portato ad una deresponsabilizzazione del padre ma ha anche distrutto molte coppie, fidanzate o già sposate. A questi padri promisi tanti anni fa che non avrei lasciato cadere invano il loro sangue ed anche stasera vorrei che, a questa moratoria, partecipassero attivamente assieme le donne e gli uomini del Popolo della vita per non lasciar cadere invano questo sangue.

 

Concludo con un brano di una lettera che una madre, che ha abortito, ha scritto alla Radio ed al Vescovo di Fermo i primi di gennaio proprio in riferimento alla Moratoria sull’aborto.

Sentite cosa scrive:

 

(…) C`è qualcosa che voglio dire. Sa Direttore, ci vuol coraggio anche a fare quello che ho fatto io. Glielo dico con molta umiltà e con il cuore in mano. Ci vuol coraggio anche a decidere di NON metterlo al mondo un figlio, assumendosene tutte le responsabilità.
In questi giorni di dibattito sulla 194 sorrido spesso amaro. Sorrido perché sono convinta che la stragrande maggioranza di chi siede sui banchi della politica, come sempre più frequentemente capita, non sa neppure di che parla. Nell`una e nell`altra parte. E non sanno di che parlano non solo i politici. Non lo sanno neppure gli uomini di Chiesa e le donne forzatamente femministe. Dritto e rovescio della stessa medaglia. Non lo sanno. Eccola Direttore allora la prima ipocrisia. Eccola qua. Prima delle mani sporche che chiedono la moratoria sulla pena di morte. Il parlare a vuoto, tanto per, senza cogliere davvero il senso, la profondità, di quello che si dice. Si discute con una superficialità dell`argomento, tra una notizia e l`altra, che quasi sarebbe meglio parlare dell`ultimo calendario fatto dall`ultima bellone di turno...invece di star lì a scomodare un concetto importante come quello della VITA. O, se vuole, del suo opposto, della MORTE.
Giusto nelle Sue parole ho trovato un pò di buon senso. Specie quando ha detto che l`aborto è soluzione semplice ma “non per le donne, che ne hanno comunque uno strazio”. Non ho colto però la Sua proposta. Questa vorrei conoscere. Questa Le chiedo. Non ci lasci solo con un`analisi...ci dia una specie di ricetta. O, quanto meno, un` indicazione”.

Carissimo Direttore, carissimi amici, carissimi santi volontari dei Centri di Aiuto alla vita, carissimi Nomadelfi e noi tutti che ci riconosciamo nel Popolo della vita, ricordiamoci che alle parole, alle iniziative, alle fiaccolate, agli scritti per la vita e contro l’aborto devono necessariamente seguire gesti concreti di aiuto e vicinanza a queste madri perché è questo che si attendono, non solo chiacchiere o campagne elettorali, non solo analisi ma anche ricette.

 

Non sto ovviamente facendo critica direttamente a nessuno perché qui dentro, in questa sala, nelle pagine del quotidiano il Foglio, sono racchiuse tantissime persone che parlano poco ma che salvano  vite umane.

 

Direttore, lei ha avuto il grandissimo merito di dare al tema della vita nuovo slancio e non oso immaginare quanti figli avrà già in giro da quelle madri che, leggendo i suoi editoriali, hanno deciso per la vita.

Ne sono certo. Ne ho avuta, nel mio piccolo, anche io riprova come ho testimoniato nel mio libro che si intitola “Mi hanno accolto con un abbraccio” e che dice proprio questo, ovvero, come a volte, basta un abbraccio, una semplice parola di verità ed amore per aiutare una madre a scegliere per la vita.

 

Non so quanto questo slancio potrà durare. Lei è entrato come un elefante nella cristalleria del nostro attendismo (mi permetta il paragone) e sono sicuro che continuerà ad andare avanti e noi le staremo a fianco, ognuno con le sue peculiarità.

 

Ma ai politici, non solo a quelli qui presenti e che saluto, mi permetto di dire che non bastano ordini del giorno e proposte di leggi perché dopo tutto questo scrivere rimane la madre col suo aborto ed ha bisogno di assistenza, aiuto post aborto, accoglienza: traduciamo tutto questo in aiuto concreto.

 

Stiamo accanto a queste madri vittime anch’esse dell’aborto e sosteniamo la moratoria mondiale sull’aborto. Ci dica cosa dobbiamo fare, in che cosa consiste, come possiamo essere utili, quando dovremo essere pronti a scendere in piazza: ci dica che è un sogno possibile e realizzabile e noi ci siamo!

 

Se un aborto costa allo Stato circa mille euro perché non cominciare a darli alle madri che scelgono per la vita?

 

Sapete perché dobbiamo sostenere questa iniziativa?

Perché un giorno a Padre Pio fu chiesta la sua opinione sull'aborto. Padre Pio pensò qualche secondo e poi rispose: basterebbe un giorno senza nessun aborto e Dio concederebbe la pace al mondo fino al termine dei giorni.

 

Questa Pace io voglio. Per me, per i miei figli. Non la falsa Pace delle bandiere appese ai balconi di chi lotta contro la guerra ma è favorevole all’aborto; non la falsa Pace di chi lotta contro la Pena di Morte ma è favorevole all’aborto. Voglio la Pace che parte dal grembo materno.

 

E allora “Rallegriamoci perché la nostra buona coscienza ci induce a complimentarci con noi stessi per questa Moratoria sull’aborto”.

 

Sursum Corda. Ad Maiora.

 

Giorgio Gibertini  

1月21日

ABORTO LO SCANDALO SUPREMO DEL NOSTRO TEMPO

ABORTO LO SCANDALO SUPREMO DEL NOSTRO TEMPO

 IL POPOLO DELLA VITA SOSTIENE LA MORATORIO SULL’ABORTO

Saluto di Pietro di Nomadelfia

Saluto di ing. Roberto Bennati Presidente Federvita Lazio

GIORGIO GIBERTINI

intervista

GIULIANO FERRARA

Inaugurazione Comitato Pro Moratoria Roma

Lunedì 28 Gennaio 2008 – ore 21 – presso Centro Spirituale Giovanni Paolo II – Via del Casale di San Michele 46 - Nomadelfia– Roma

L’evento potrà essere seguito in diretta su Radio Mater www.radiomater.com

Radio Mater in collaborazione Ad Maiora –– Cav Roma

1月17日

COMITATO PRO MORATORIA ROMA

COMITATO PRO MORATORIA

L’associazione culturale Ad Maiora www.admaiora07.spaces.live.com è disponibile per formare il Comitato Pro Moratoria a Roma che sarà presentato (e verranno raccolte adesioni) Lunedì 28 Gennaio 2008 all’interno del Convegno “Aborto, scandalo supremo del nostro tempo” che si svolgerà presso il Centro Spirituale Giovanni Paolo II (Nomadelfia) via del Casale di San Michele 46 Roma ed al quale interverrà il direttore Giuliano Ferrara. Il Popolo della Vita sostiene la moratoria mondiale sull’aborto.

 

Giorgio Gibertini

1月16日

UNA LUCE PER LA LIBERTA' DI PAROLA

L’associazione culturale Ad Maiora, in collegamento con l’iniziativa de Il Foglio di Giuliano Ferrara che “questa sera svolgerà una serata di conversazione laica sulla libertà di parola così banalmente e violentemente tradita dai soliti chierici che hanno impedito al professor Joseph Ratzinger-Benedetto XVI di intervenire all’inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università La Sapienza”  

 invita

 chi non potrà essere presente fisicamente a Lungotevere Raffaello Sanzio (sede romana de Il Foglio) ad esporre sulla finestra un lume a sostegno della libertà di parola.

 

www.admaiora07.spaces.live.com

COMITATO PRO MORATORIA

L’associazione culturale Ad Maiora www.admaiora07.spaces.live.com è disponibile per formare il Comitato Pro Moratoria a Roma che sarà presentato (e verranno raccolte adesioni) Lunedì 28 Gennaio 2008 all’interno del Convegno “Aborto, scandalo supremo del nostro tempo” che si svolgerà presso il Centro Spirituale Giovanni Paolo II (Nomadelfia) via del Casale di San Michele 46 Roma ed al quale interverrà il direttore Giuliano Ferrara. Il Popolo della Vita sostiene la moratoria mondiale sull’aborto.

 

Giorgio Gibertini

1月15日

COMPLIMENTI RUTELLI

Chi ha paura del professor Ratzinger?

Al direttore - Ma che idea della libertà hanno coloro che pensano di voler proibire a Benedetto XVI di parlare all’Università La Sapienza? Chiunque può dissentire, nel dibattito pubblico. Anche da ciò che dice il Papa. Ma la pretesa di zittirlo in un luogo che è spazio di studio, formazione e dialogo, l’idea che possa essere preclusa la parola al Vescovo di Roma, intellettuale riconosciuto per la sua profondissima cultura, per decenni professore universitario e, se vogliamo aggiungere, successore di chi fondò l’Università La Sapienza 705 anni fa, appare inconcepibile. A coloro che annunciano proteste segnalo che tutti avremmo, invece, interesse a preservare i luoghi della cultura e della scienza dalla diatriba politica.

Francesco Rutelli

vicepresidente del Consiglio

1月11日

AD MAIORA INCONTRA GIULIANO FERRARA

PRIMO ANNUNCIO – PROGRAMMA IN VIA DI DEFINIZIONE

LUNEDI 28 GENNAIO 2008  

 L’associazione culturale AD MAIORA in collaborazione con RADIO MATER (www.radiomater.com) e con il CENTRO DI AIUTO ALLA VITA ROMA EUR ti invitano al convegno:

 

“ABORTO:

SCANDALO SUPREMO DEL NOSTRO TEMPO”

SOSTEGNO ALLA MORATORIA PER L’ABORTO

  

Saluto di Pietro di Nomadelfia

 Introduce Giorgio Gibertini

 (Testimonianza di una ragazza madre)

 GIULIANO FERRARA presenta la MORATORIA MONDIALE SULL’ABORTO

 Conclusioni e dibattito

 Il convegno inizierà alle ore 21 e si svolgerà presso il Centro Congressi Giovanni Paolo II – Nomadelfia Roma – via Del Casale di San Michele 46.

Sarà possibile seguire in diretta il convegno su Radio Mater (www.radiomater.com) , su Skype all’indirizzo.......

 

Vi aspetto

 

 

                                                                                                          Dott. Giorgio Gibertini

                                                                                                          Presidente Ad Maiora

1月10日

VAI GIULIANO SIAMO CON TE

8/1/2008 (7:48) - INTERVISTA A GIULIANO FERRARA, DIRETTORE DEL FOGLIO

"Non giudico le donne io processo l'omicidio"

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Giuliano Ferrara: ma non diciamo che ho arruolato Benedetto XVI

RICCARDO BARENGHI

 

ROMA
La sua campagna contro l’aborto va avanti da settimane, anzi da mesi, anzi da anni. Ha appena ripubblicato sul suo Foglio due articoli scritti nell’89 sul Corriere della sera che, più o meno, dicono le stesse cose che dice oggi. Certo, mancava la moratoria, ossia l’ultima proposta che è ormai diventata una campagna politica che sta raccogliendo parecchie adesioni, nazionali e internazionali. L’ultima, se così si può dire, è quella del Papa, che proprio ieri, a proposito dell’aborto e della sacralità della vita, ha appunto nominato la parola moratoria.

Allora Ferrara, un bel colpo: come si sente ora che è riuscito anche ad arruolare il Papa?
«Ma non scherziamo, semmai è vero il contrario. Da molti anni io mi sono auto-arruolato, come laico devoto, nell’esercito del Papa. La Chiesa pensa queste cose dal tempo della lettera a Diogneto, nel II-III secolo, in cui emergono le differenze fondamentali tra cristiani e pagani. Questi ultimi gettavano via i feti, i cristiani no».

Però se Ratzinger usa il termine moratoria il merito è suo: è lei che l’ha inventato.
«Ma il Papa avrebbe comunque collegato l’aborto alla moratoria sulla pena di morte. Lui parla del valore sacro della vita, dunque il nesso è automatico. Ma la notizia non è il Papa, bensì che da un’esperienza laica, di non appartenenza confessionale, un qualunque cinquantenne che sta fuori dalle mura della Chiesa, sia venuta un’adesione forte, e non da ieri, alla visione della vita e del mondo che ebbero e hanno anche tanti laici perbene e seri e responsabili come Norberto Bobbio e Pier Paolo Pasolini».

Lei si schermisce Ferrara, però la moratoria è una sua idea...
«Ma no, non mi schermisco affatto. E’ che questa discussione dimostra come ormai il pensiero laico sia una sorta di superstizione. Gli interlocutori ripetono sempre la stessa cosa: “La 194 non si tocca”. Ma chi la vuole toccare... La moratoria non è una proibizione, è una scelta».

Una scelta che però lei vorrebbe venisse messa in qualche statuto, risoluzione, dichiarazione internazionale.
«Certo, nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 10 dicembre 1948. Dove dice che “ogni uomo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona”, io vorrei che dopo la parola “vita” si inserisse questa frase: “dal concepimento alla morte”. E mi piacerebbe tanto che i promotori di questa iniziativa fossero un “cattolico adulto” come Prodi, una cattolica democratica come Bindi e una cattolica ex comunista come la Turco».

Dunque lei sostiene che la vita umana cominci già col concepimento, eppure molti non la pensano così. E non solo laici incalliti.
«Ma non è che lo penso io, è così. E’ la scienza che ce lo ha dimostrato, e prima della scienza ogni madre lo sapeva da sola, lo sentiva nel suo seno. Da quando, più di cinquant’anni fa, Watson e Crick hanno scoperto il Dna, sappiamo che nell’individuo esiste la vita fin dal concepimento. La catena cromosomica c’è già. Vogliamo prendere atto di questo, cioè del fatto che il feto è un bambino oppure vogliamo continuare a far finta di niente?».

Scusi Ferrara, ma sul serio lei pensa che un feto di poche settimane, non formato, con gli organi ancora solo accennati, senza cervello, sia un bambino?
«Non lo sostengo io, lo sostiene la scienza. Il feto è un bambino perché soffre, ha le gambe, muove i pugnetti... non è una macchia gelatinosa come ha sostenuto ieri uno scrittore sul suo giornale. Ha gli occhi e la bocca. E soprattutto ha la stessa nostra struttura cromosomica».

Lasciamo perdere la genetica, torniamo alla politica: dunque la sua moratoria cosa prevede?
«Certamente non voglio nessuna sanzione penale, nessun carcere per chi abortisce. Ma certo vorrei che uscissimo da questa indifferenza etica che accompagna il fenomeno dell’aborto. Vorrei che il mondo si rendesse conto che siamo di fronte a una tragedia di proporzioni allucinanti. E che ormai ha sconfinato nell’eugenetica».

Addirittura, lei vuol dire che le donne abortiscono se il bambino che hanno concepito non corrisponde ai loro gusti estetici?
«Ad ogni amniocentesi cresce l’idea che sia possibile selezionare la razza umana. Anche per motivi futili. E per ragioni sessiste: in India l’antica tradizione di sopprimere le femmine è ormai diventata una pratica di massa. Domani (oggi, ndr) pubblichiamo l’adesione del vescovo di Bombay: in quel grande Paese mancano all’appello 200 milioni di bambine mai nate. E lo stesso Didier Sicard, che oltre a essere un grande scienziato è anche un ugonotto, dunque non certo un clericale, denuncia che in Francia, ripeto in Francia, “c’è un’inquietante deriva eugenetica”».

Ma se dovesse essere approvato il suo emendamento alla Dichiarazione sui diritti dell’uomo, se la sua campagna dovesse prendere piede nel mondo, non pensa che una donna che sceglie di abortire comunque, non per una ma per mille ragioni, si sentirebbe messa all’indice, additata in pubblico, esposta alla gogna?
«Ma neanche per sogno. Io credo semplicemente che vada sostituito il principio secondo cui tu donna fai quello che ti pare del tuo corpo con quello che afferma che il diritto di uccidere non esiste. E qui non c’è alcuna differenza tra la pena di morte e l’aborto».

In altre e crude parole, una donna che abortisce è un’assassina?
«Ma non diciamo fesserie, bisogna aiutare le donne a scegliere la vita. L’aborto non è una loro tragedia personale, è una tragedia oggettiva. Ecco perché non si deve continuare ad ingannarle, non a caso la legge 194 è una legge di “tutela della maternità”. Io non faccio processi alle donne, anzi penso che vadano aiutate, comprese, fraternamente, mai umiliate. Ma vorrei che sapessero che la loro libertà in questo caso va oltre il limite del vita. Io non giudico loro, giudico l’omicidio».

 

1月8日

GIORGIO GIBERTINI A TODI

Il Movimento per la vita di Todi organizza
 
MERCOLEDI 9 GENNAIO 2008
ORE 21 - PALAZZO DEL VIGNOLA - TODI
 
un incontro su
 
EUTANASIA: PROGRESSO O BARBARIE?
 
con dott. Giorgio Gibertini
Responsabile organizzativo
Movimento per la vita italiano