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November 04 La vita, un libro che ricominciaLa vita, un libro che ricomincia I libri parlano di noi, ieri, oggi, di noi domani, non si rassegnano all’esistente iniquo, libri e pagine somigliano agli anni che passano, testimoni di un tempo dove gli uomini sono chiamati a rispondere per tanta vita giocata male. Le righe non stanno mai ferme, gli accenti rimbalzano, le virgole esplodono mentre la punteggiatura trattiene il respiro, allora sono le pause a marcare il passo, a dare uno spazio all’esperienza, attraverso l’accoglienza e l’accompagnamento delle parole. Uno ripensa alla propria strada, quella che ha lasciato, l’altra che ha trovato, quell’altra che non ha saputo bene interpretare, senza temere l’urto del rimorso, del rimpianto, del limite che non fa sconti a nessuno, senza rinnegare le emozioni che hanno dato senso ai suoi passi, lo fa con il desiderio di non ricadere due volte nello stesso errore. Un libro è come una voce che viene da lontano, dapprima incomprensibile, indecifrabile, pian piano diventa nota che sale per resistere ai piani inclinati della vita, e come la storia di ognuno, continua su una pagina nuova, scritta ora, letta ieri, appoggiata nella polvere, nel colore sbiadito, al tempo che non muore mai. Il libro è accarezzato dagli occhi, le pagine corrono, circondano le zone d’ombra, quelle che sfuggono, che stanno lontane, ma hanno desiderio di rivelarsi, di mostrarsi, anche quando il bilancio è chiaramente in rosso, e non è facile distaccarsi dal passato, e dal suo peso, consapevoli che non è più nelle nostre mani, sono già parte del presente e del futuro. Un libro non è solo carta, inchiostro, segni, è anche strumento di conto, è somma, detrazione, dove le certezze, i superlativi degli assoluti, sono pandemia del dubbio, persino quando si ha bisogno di credere a Dio nel domani negato. Quanti volumi sono passati da una mano all’altra, quante storie sono rimaste appese a un filo di voce. I libri sono come le persone, bisogna trattarne bene le angolature, le spigolature, le assenze e le presenze, hanno storie e mondi a cui appartengono, posseggono anima, come gli uomini che li leggono, soffrono, amano, mantengono l’umanità a immagine e somiglianza di quello scrittore sgangherato, così bravo da diventare architetto non solo della parola, ma della vita che abbiamo il dovere di vivere. Una pagina dietro l’altra, sopra l’altra, per comprendere cosa siamo capaci di fare, quanto sappiamo combattere per onorare una responsabilità, quanto siamo coscienti delle idee e delle parole che fanno amore, passione, sacrificio. da Avvenire Vincenzo Andraous October 20 ru486: anche noi contro! Caro direttore,candidamente ieri su il quotidiano il Giornale, il direttore
dell'Aifa Guido Rasi, dichiarava, preannunciando la sentenza dell'Agenzia del
Farmaco sulla Ru486, che: "la confezione delle tre pastiglie che serviranno per
l'aborto chimico costeranno al Servizio Sanitario nazionale circa 99 euro: il
prezzo più basso d'Europa. La ditta ci ha messo tre mesi prima di accettarlo
tanto lo riteneva antieconomico." Dovrei esultare per il risparmio nazionale?
Esulta anche lei con me caro direttore? Sarà contento anche Tremonti di questo
risparmio? Credo che ormai il bieco e cieco relativismo etico ci abbia portato
ai confini del buon senso e della realtà. 99 euro per uccidere un bambino ed a
volte anche sua madre. E' questo un progresso? Ma chi ha messo Rasi a dirigere
l'Aifa? Fanno un corso per killer prima di assumerli? Prima ancora che con la
pillola questi bambini sono uccisi dalla cultura e dall'antilingua che nel campo
della bioetica, purtroppo, spopolano e sembrano diventati di moda. Ma noi non ci
fermeremo, vero direttore? Giorgio Gibertini July 01 Fede adulta il contropiede di BenedettoSenza conformismi Fede adulta il contropiede di Benedetto Siamo tutti d’accordo: ci vuole un bel coraggio per essere anticonformisti, ma attenzione alle apparenze. Quest’affermazione oggi vive infatti un singolare rovesciamento concettuale, del quale è bene prendere coscienza. Il conformismo che si va stendendo come una glassa dolciastra sulla cultura diffusa non è certamente costituito da verità inossidabili – semmai dipinte come zavorra di un passato 'ideologico' – ma sembra piuttosto una miscela di opinioni impalpabili e fluttuanti fatte passare ormai come unica moneta spendibile nel confronto pubblico. Il pulviscolo delle idee tutte equivalenti, nessuna delle quali può permettersi una qualsiasi pretesa di verità, oscura la vista come una nebbia e consiglia sottilmente di attestarsi attorno a un pensiero minimo, magari banale e ovvio ma difficilmente soggetto a smentite plateali, su cui si può star certi che non si avranno noie. Tutti d’accordo su una ragionevolezza apparente, e guai a chi stona. Eccola, allora, la vera impresa per intelletti coraggiosi: risalire la torrenziale cascata dei luoghi comuni, che erode ogni punto fermo ed esalta l’uniformità del pensiero medio. Sfidare la caduta libera dell’intelligenza, per mettere in sicurezza l’umano. Al noioso conformismo dei nostri tempi, più paralizzante delle sabbie mobili, deve aver pensato Benedetto XVI quando domenica sera, nell’omelia con la quale ha chiuso l’Anno Paolino, ha tratteggiato con parole memorabili la figura del cristiano animato da una «fede adulta»: definizione logora e stanca, che il Papa ha bonificato una volta per tutte del suo retrogusto contestativo restituendola alla lettura vigorosamente evangelica impressa da san Paolo in persona quando – scrivendo agli Efesini – mise in guardia dal restare come «fanciulli in balia delle onde, trasportati di qua e di là da qualsiasi vento di dottrina ». Niente di più attuale. Lo «slogan diffuso» – sono parole del Papa – dipinge oggi come «matura» la fede del cattolico che «non dà più ascolto alla Chiesa e ai suoi pastori ma sceglie autonomamente ciò che vuol credere e non credere», e che ha il «'coraggio' di esprimersi contro il magistero della Chiesa ». Bel coraggio davvero, questa «fede 'fai da te'»: uno zapping religioso e morale che odora di consumismo adolescenziale più che di 'maturità' cosciente di sé. Con sottile ironia, Benedetto annota che a contestare la Chiesa «in realtà non ci vuole del coraggio, perché si può sempre essere sicuri del pubblico applauso». Battuta impagabi-le, che da sola fa giustizia delle sfibranti ovvietà di chi alla vigilia dell’enciclica sociale dà per rottamata la 'questione antropologica': come se un pronunciamento pensionasse tutti gli altri. Il Papa rimette al suo posto ciò che fa 'grande' un credente enumerando che «fa parte della fede adulta, ad esempio, impegnarsi per l’inviolabilità della vita umana fin dal primo momento » e «riconoscere il matrimonio tra un uomo e una donna per tutta la vita come ordinamento del Creatore». Lo spieghiamo anche ai nostri figli: adulto è – o diventa tale – chi sa dire qualche no che gli costa, chi «non si lascia trasportare qua e là da qualsiasi corrente», chi «s’oppone ai venti della moda». Questi tratti inconfondibili di una personalità formata – e nessun pedagogista oserebbe smentirlo – sono gli stessi che nelle parole papali svelano una fede matura, consapevole che «questi venti – come ci ricorda ancora Benedetto – non sono il soffio dello Spirito Santo» ma altre brezze che spingono su una rotta diversa da quella di Cristo. Che occorra ardimento nel percorrerla tra gli applausi generali è davvero comico sostenerlo, eppure – fateci caso – è quello che ogni giorno ci viene ripetuto. Per fortuna, di anticonformisti veri almeno uno siamo sicuri di averlo incontrato. Ed è là, al timone che fu di Pietro. Francesco Ognibene April 08 AD MAIORA CONVEGNO CON AIPPCL’Aippc è lieta di segnalarvi l’evento (ecm) “Fratelli e sorelle” Parlare di fratelli e sorelle in un periodo di denatalità potrebbe sembrare un nostalgico richiamo a tempi passati. Eppure non è così: esiste una realtà nuova, quella delle famiglie numerose, che in assoluta controtendenza ripropongono il tema dei fratelli e delle sorelle all’attenzione della società.
“FRATELLI & SORELLE” Dinamiche, gelosie, rivalità e vincoli affettivi
I Convegno Nazionale FNC - IV Convegno Nazionale A.I.P.P.C. Sabato 2 maggio 2009 ore 9.00 Istituto San Giovanni Evangelista, Via Livorno 91 – Roma
Corso Ecm: Psi n. 9013178 – Med. 9013177 Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria
In Collaborazione con: Psichiatria Libera - Identità Cristiana – FederPsi - S.C.INT. - La Quercia Millenaria onlus - Associazione Insieme con te onlus - CISU (Centro Informazione e Stampa Universitario) - Circolo ItaliaEtica - Ad Maiora - Associazione Culturale Centro di Aiuto alla Vita di Roma - Centro di Consultazione Familiare “Betania”- Fondazione Toniolo
Programma: Dr. Giancarlo Archetti Presidente FNC Relazioni: Dr. Marco Scicchitano, Psicologo AIPPC La relazione fraterna: dinamiche psicologiche. Prof. Vittorio Lodolo D’Oria, FNC Fratelli a casa, compagni in classe: Famiglia e Scuola alleate o avversarie?Prof. Tonino Cantelmi, Presidente AIPPC La malattia e la morte di un fratello- La parola ai figli: testimonianze h. 11.00 Tavola Rotonda Introduce: D.ssa Maria Novella Luciani, Delegata alla promozione e tutela della Vita del Comune di Roma. Modera: Dott. Paolo Floris Presidente del Forum Famiglie Lazio Prof. Tonino Cantelmi Presidente AIPPC h.12.00 Presentazione del Libro “L’amico con la Elle maiuscola” Autore: dr. Giorgio Gibertini Presidente Centro di Aiuto alla Vita di Roma Dr. Lorenzo Schoepflin, collaboratore di Avvenire esperto in bioetica
h. 12.30 Pranzo Conviviale
h. 14.00 I fratelli nella Bibbia:
D.ssa Sabrina Paluzzi, La Quercia Millenaria Il caso di Abele
D.ssa Laura Viscardi, Centro di Consultazione Familiare “Betania” Il caso di Giacobbe
Dr. Claudio Gentili, Fondazione Toniolo Il caso di Giuseppe
h.14.45 Fratelli, sorelle e… arte!
Presenta: Avv Paolo Voltaggio, Presidente Identità Cristiana
A cura di: Francesco Barbaria
Con la partecipazione straordinaria di:
D’Istinto Valentino Vecchi & Deborah Baratelli & Simone Masciocchi
2senza3 Gabriele Voltaggio & Francesco Gervasi
Esibizioni Artistiche a cura dei figli
Ore 17.45 IV Assemblea Nazionale AIPPC
Conclusioni
Santa Messa - S.E. Mons. Davide Maccarri
Segreteria Scientifica: Dr. Marco Scicchitano, Psicologo Per info ECM e prenotazioni: 3314634451 giorgiavinci@yahoo.it Corso Ecm: Psi n. 9013178 – Med. 9013177
per visualizzare la locandina del convegno: www.aippc.net March 09 NUOVO LIBRO DI GIORGIO GIBERTINIIL NUOVO LIBRO DI GIORGIO GIBERTINIL'amico con la elle maiuscola - Giorgio Gibertini Jolly Giorgio Gibertini JollyL’amico con la elle maiuscola Introduzione del Ministro della Gioventù On. Giorgia Meloni Prefazione di Don Giovanni D’Ercole Recensione Una storia di amicizia, dall’inizio fino a morte naturale. Un amico si ammala, l’altro modifica la sua vita per stargli accanto e scoprire assieme il senso della vita sempre, in ogni momento, in ogni istante, fino all’ultimo, in qualsiasi condizione di salute. Mano nella mano affrontano il doloroso cammino verso la morte, ma che si rivela al tempo stesso verso la vita. Un romanzo di drammatica attualità che, aiutandosi con l’alta poesia, ci porta oltre le barricate ideologiche della morte per eutanasia per condurci nel mistero della vita. L’Autore Nato a Bollate (Milano) il 2 ottobre 1972, Giorgio Gibertini Jolly è giornalista e scrittore. Vive a Roma con la moglie Sara Orsini e i due figli Mauro e Massimo. È presidente dell’associazione culturale Ad Maiora e del Centro di aiuto alla vita di Roma. Il sito personale è www.giorgiogibertinijolly.spaces.live.com . Con Fede & Cultura ha pubblicato “Mi hanno accolto con un abbraccio”, storie vere di Vita accolta pur fra mille difficoltà. Nota breve La difesa della Vita in una storia di accompagnamento alla morte senza eutanasia Argomento: valori, vita, difesa della vita contro l’eutanasia Collana: Vita & ambiente 1 Pagine 72 Altezza 21 Larghezza 15 Tipo di copertina: brochure Prezzo: € 8,00 acquistabile online su http://www.fedecultura.com/
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